L’artrosi non è artrite. Come riconoscerla e trattarla con la Fisioterapia

L’artrosi è una condizione che deriva dall’usura e dall’invecchiamento delle articolazioni. Le giunture maggiormente colpite da artrosi sono solitamente quelle sottoposte al carico, quindi anche, ginocchia, colonna vertebrale, ma si riscontrano casi di dolore anche a mani e piedi. L’artrosi si riconosce dal dolore e da senso di rigidità che arreca, limitando l’uso dell’articolazione. Solitamente questa condizione si verifica con l’invecchiamento, intorno ai 50 anni, oppure nelle donne in post-menopausa.

Differenza tra artrite e artrosi

Per alcune somiglianze nel dolore e per la possibilie deformazione ossea che le accomuna, è facile fare confusione tra artitre e artrosi. Nonostante ciò, le differenze tra queste due condizioni sono sostanziali, anche se nel caso dell’artrite con il tempo si può sviluppare anche l’artrosi. Vediamo le differenze tra artrite e artrosi.

L’artrite è una malattia autoimmune che non è collegata con l’invecchiamento, si tratta infatti dell’infiammazione di una membrana. Non si manifesta durante l’uso dell’articolazione, ma a riposto, soprattutto durante la notte, e diminuisce con il movimento. La rigidità che l’accompagna dura anche oltre i 30 minuti, con gonfiore e arrossamento della zona interessata.

L’artrosi è invece una condizione degenerativa realtiva all’età e all’invecchiamento, perchè corrisponde al consumarsi della cartilagine. Si manifesta con dolore quando si usa l’articolazione e il senso di rigidità che ne deriva non dura più di qualche minuto. Si riconosce anche da alcuni rumori che produce, come di leggero scricchiolio e migliora con il riposo.

L’artrosi è molto più diffusa dell’artrite, ricoprendo il 70% delle forme reumatiche. Può conseguire all’artrite perché, anche se l’infiammazione si placasse, resterebbero comunque i danni fatti alla cartilagine. Proprio questi, nel tempo, possono rendere la cartalagine più propensa a consumarsi e quindi a sviluppare l’artrosi.

Le articolazioni più colpite dall’artrosi:

  • articolazioni interfalangee distali e prossimali (causando noduli di Heberden e Bouchard)
  • articolazione trapezio-metacarpale
  • dischi intervertebrali e articolazioni zigoapofisarie nelle vertebre cervicali e lombari
  • prima articolazione metatarsofalangea
  • anca
  • ginocchio

Tipi di artrosi

Artrosi cervicale

L’artrosi cervicale si riferisce all’usura delle superfici articolari delle vertebre cervicali e dei dischi di cartilagine tra una vertebra e l’altra all’altezza del collo.

Artrosi cervicale, sintomi tipici:

  • dolori
  • rigidità del collo
  • vertigini
  • nausea
  • mal di testa
  • formicoloio agli arti
  • limitata mobilità

Artrosi ginocchio

L’artrosi al ginocchio è molto diffusa. È una delle articolazioni che subisce maggior carico e nel 70% dei casi riguarda la perdita della cartilagine nel comparto mediale. I legamenti divengono stanchi e l’articolazione instabile, manifestandosi con dolore a partire da legamenti e tendini.

Artrosi anca o coxartrosi

L’artrosi dell’anca (o coxartrosi) si avverte spesso durante l’attività fisica, perchè comporta una perdita nell’ampiezza del movimento. Il dolore si localizza nell’area inguinale o al gran trocantere, oppure può investire l’aria dalla coscia al ginocchio.

Artrosi anca, sintomi tipici:

  • dolore durante il movimento all’altezza dell’inguine e fino alla zona anteriore e interna della coscia, raggiungendo in alcuni casi il ginocchio
  • mal di schiena
  • difficoltà nella deambulazione
  • instabilità per la sensazione di cedimento della gamba

Artrosi interapofisaria o artrosi vertebrale posteriore

L’artrosi interapofisaria, conosciuta anche come artrosi vertebrale posteriore, indica il processo degenerativo della colonna vertebrale. Questa patologia comprende spesso le faccette articolari o, precisamente, le articolazioni zigoapofisarie. Interessa soprattutto le donne oltre i 60 anni di età e può presentare un forte peggioramento in caso di sovrappeso incidendo anche sulla lordosi e peggiorando la situazione complessiva.

L’artrosi della colonna vertebrale inoltre può causare la formazione di osteofiti, che fuoriescono dalle vertebre ed irritano alcuni nervi portando a dolore, formicolio e intorpidimento di alcune aree.

Artrosi mani

L’artrosi delle mani è una malattia cronica e prevede la progressiva degenerazione delle cartilagini articolari. Compromette il movimento delle articolazioni e comporta anche una deformazione della struttura articolare delle mani e delle dita. L’artrosi delle mani spesso si manifesta per predisposizione genetica oppure per invecchiamento. L’origine può rintracciarsi in eventi traumatici, sollecitazioni continue a seguito di sport o lavori specifici, ma anche infezioni ed artrite reumatoide.

L’artrosi alle mani è un caso a sé. In concomitanza alle articolazioni con artrosi si verificano deformazioni e gonfiori. In particolare nel caso delle articolazioni distali (finali) delle dita, tali deformazioni prendono il nome di “noduli di Heberden”, mentre quelle a livello delle articolazioni prossimali delle dita sono “noduli di Bouchard”. Entrambi i tipi di noduli arrecano dolore, soprattutto nel momento in cui si formano, e portando ancora una volta ad una limitazione dei movimenti.

Artrosi: sintomi

I sintomi più comuni dell’artrosi sono il dolore, la rigidità e la limitazione nell’uso dell’articolazione. Il dolore che ne deriva è di tipo meccanico, cioè si manifesta dopo l’esercizio oppure quando in seguito al carico o ad una sollecitazione. Alcuni pazienti lamentano il dolore più inteso di sera, mentre si attenua con il riposo.

Una delle caratteristiche dell’artrosi è il rumore che viene prodotto dalle articolazioni al muoversi, si sente una sorta di scricchiolio articolare. Non tutti i pazienti con artrosi però avvertono tutti questi sintomi e la radiografia resta il metodo più obbiettivo per poter diagnosticare l’artrosi.

Come curare l’artrosi

Non esiste una vera e propria cura per risolvere l’artrosi una volta instauratasi. I trattamenti e le terapie che si adottano sono prevalentemente analgesiche, per limitare il dolore e consentire il movimento articolare. Nel caso in cui si tratti di un’artrosi localizzata, come nel caso delle anche, delle mani o delle ginocchia, si può valutare di fare infiltrazioni con acido ialuronico, mentre solo in rari casi di infiammazione è previsto l’uso di corticosteroidi. Solo nei casi più gravi, laddove non portano risultati nemmeno questi trattamenti, si considera il trattamento ortopedico con il posizionamento di protesi articolari.

Alleviare l’artrosi con la Fisioterapia

La fisioterapia può aiutare l’artrosi specialmente in una fase di recupero del movimento. Proprio la riabilitazione è una delle armi migliori per combattere l’artrosi. La terapia del fisioterapista si basa quindi sul movimento che deve essere controllato e corretto per non arrecare ulteriori danni.

Il fisioterapista competente a Milano può seguire una terapia manuale passiva per aiutare a contrastare la rigidità per recuperare l’articolarità limitata. Esistono alcune terapie fisiche a cui la fisioterapia può ricorrere, si fa riferimento alla Tecarterapia, alla Laserterapia e alla Magnetoterapia per velocizzare gli effetti antalgici. Vi si può associare anche un programma di Kinesiterapia attiva da perpetuare nel tempo.

Per intervenire a 360 gradi sulla condizione del paziente, si possono associare diverse terapie per favorire la rieducazione propriocettiva sensoriale, la rieducazione posturale e l’educazione ergonomica. Si può procedere anche con una valutazione dell’ambiente, delle abitudini posturali, dello stile di vita per intercettare tutti i momenti da correggere ed, eventualmente, inserire anche l’uso di ortesi come corsetti, bastoni, splint etc.

In palestra con l’artrosi. Cosa fare?

È da evitare l’attività sportiva ad alto impatto che prevede sovraccarichi articolari e può causare forme di artrosi localizzate a seguito di traumi o fratture. Il tipo di attività sportiva che può prevenire l’artrosi è invece a basso impatto e regolare. Un falso mito è infatti quello di evitare il movimento preferendo l’immobilità, nel timore di “consumare” prima le articolazioni. Al contrario esercizi di moderata intensità hanno un minimo rischio di danno e al contempo aiutano per la riduzione del dolore percepito e per ridurre la disabilità nel paziente.

L’attività fisica e la ginnastica riabilitativa prevedono esercizi aerobici a basso impatto e l’uso di bande elastiche per il potenziamento muscolare. È molto importante associarvi un trattamento fisioterapico per allenare la flessibilità e lo stiramento. Se si avverte un dolore acuto, bisogna interrompere le attività e intervenire con un programma antinfiammatorio che prevede l’uso di farmaci e terapie fisiche come l’applicazione di ghiaccio, il ricordo agli ultrasuoni o l’elettroterapia.

Categorie Articolo: Fisioterapia
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