Come fare una valutazione del pavimento pelvico
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Come fare una valutazione del pavimento pelvico

Come fare una valutazione del pavimento pelvico? Come fa lo specialista a effettuare una diagnosi di un problema che può coinvolge tanti organi? L’importante, come abbiamo visto, è, non appena si capisce di avere problemi al pavimento pelvico, rivolgersi ad un professionista di fiducia.

Ma esattamente chi? Tanti sono le professioni che entrano in gioco come il coloproctologo, il ginecologo e l’urologo. Perché è così importante chiedere aiuto? Il benessere del pavimento pelvico è molto importante, soprattutto per l’universo femminile visto che rappresenta il centro della sessualità, il punto focale in cui si concentrano le energie della gravidanza e della nascita di una nuova vita.

Il colloquio con lo specialista: anche il dialogo è importante per giungere alla diagnosi corretta

In primis durante la prima visita lo specialista deve stabilire un buon livello di confidenza con la paziente, parlare con lei per scoprire: disturbi o disfunzioni, ma anche la sua storia clinica e la presenza di eventuali patologie in famiglia.

La paziente non deve rispondere a domande difficili. Nulla che possa metterla in difficoltà. Si tratta solo di raccontare come è come e quando è iniziato il problema, quali sintomi sono stati avvertiti, come si è evoluto il disturbo prima della visita e quali altri sintomi sono entrati in gioco. Possono poi essere poste domande sulla funzione intestinale, su quella urinaria e altri quesiti sulla sessuale. Il medico può chiedere anche se la paziente ha avuto una gravidanza o uno o più parti e l’eventuale presenza di dolore oltre che richiedere tutta la documentazione clinica riguardante vecchi interventi chirurgici a cui si è sottoposta e farmaci che assume quotidianamente.

L’esame obiettivo: di cosa si tratta?

Dal dialogo con lo specialista si passa all’esame obiettivo. Che cos’è? Il professionista a cui ci si è rivolti effettua, previa firma del consenso informato, una valutazione esterna della pelvi e delle strutture circostanti. In cosa consiste? Nell’analisi di:

  • postura e allineamento della pelvi
  • respiri
  • arco di movimento degli arti inferiori, della pelvi, della schiena e del torace
  • punti muscolari dolorosi
  • aspetto dei genitali esterni
  • sensibilità e i riflessi dell’area perineale.

La valutazione dei muscoli del pavimento pelvico avviene invece con l’esplorazione digitale. Ciò significa che il professionista verifica i muscoli che si trovano all’interno del nostro corpo e ne valuta il tono e la forza attraverso l’introduzione di un dito in vagina o nell’ano. Dalla semplice palpazione ad opera di un esperto è possibile capire immediatamente se vi sono:

  • contratture, spasmi, punti dolorosi
  • debolezza
  • forza
  • resistenza
  • capacità di attivazione e rilassamento

Pavimento pelvico, gli esami diagnostici: quali aiutano a comprendere meglio il problema?

Diversi sono poi gli esami diagnostici che vengono effettuati per analizzare meglio la zona interessata. Tra di essi vi possono essere:

  • L’ecografia
  • La risonanza magnetica
  • La manometria ano-rettale
  • L’uroflussimetria
  • La visita ginecologica

L’ecografia del pavimento pelvico, ad esempio, è un’indagine diagnostica che consente di studiare in modo gli organi pelvici, ma anche tutto il pavimento pelvico. Richiede al massimo 15 minuti, è totalmente indolore e non necessità di preparazione. La paziente può pertanto effettuare tale esame in ambulatorio senza alcun problema. Durante l’esame viene utilizza la stessa sonda per l’ecografia dell’addome per studiare i rapporti che intercorrono tra i vari organi pelvici sia a riposo sia durante alcuni movimenti ad hoc.

Indolore e veloce è anche la risonanza magnetica che viene effettuata per eseguire uno studio degli organi e delle strutture contenute nella pelvi come: vescica, prostata, utero, ovaie. Si tratta di un esame adatto alla diagnosi differenziale che viene utilizzato per definire la malattia e per lo studio oncologico degli organi e che serve a riscontrare la presenza di tumore alle ovaie, tumore all’utero, ecc, ecc … .

In cosa consistono gli altri esami diagnostici e come vengono effettuati

La manometria ano-rettale, invece, è uno degli esami che serve per studiare le patologie funzionali del tratto ano-rettale, in particolare le situazioni legate a prolassi degli organi e all’incontinenza. Per effettuare tale visita la paziente viene sdraiata sul lettino sul lato sinistro con le gambe flesse sulle cosce e le cosce flesse sull’addome. Il medico specialista introduce un catetere per alcuni centimetri nell’ano e chiede al paziente di contrarre i muscoli dell’ano e in seguito di tentare di espellere il piccolo catetere simulando l’atto dell’espulsione delle feci. Prima del tentativo di espulsione, però, sulla punta del catetere viene gonfiato con aria un palloncino che ha la funzione di simulare il volume del bolo fecale al fine di analizzare le risposte del retto allo stimolo stesso.

L’uroflussometria, al contrario, è un test che misura il volume minzionale, la velocità del flusso e il tempo richiesto per effettuare la minzione. Alla paziente, che rimane in una situazione di assoluta tranquillità e privacy, viene richiesto di urinare in uno speciale water collegato a un apparecchio di registrazione e di elaborazione dei dati. Spetta poi all’apparecchio elaborare i dati raccolti e stampare un referto con tutti i valori del flusso insieme ad un grafico della minzione.

Analisi pavimento pelvico in gravidanza: come avviene il controllo?

Diversa può essere l’analisi del pavimento pelvico durante la gravidanza. Come avviene il controllo della donna incinta? Di solito si consiglia di effettuare una prima valutazione del pavimento pelvico all’inizio del 2° trimestre e una rivalutazione all’inizio del 3° trimestre di gravidanza.

Se la ginecologa o l’ostetrica notano qualcosa di strano possono consigliare alla paziente di eseguire esercizi ad hoc per rinforzare il pavimento pelvico e prevenire prima ancor che curare.

Gli esercizi per il perineo, ad esempio, vengono svolti da molti fisioterapisti con l’obiettivo di tenere tonica la parte interessata. Essi possono essere eseguiti sia durante la gestazione per tonificare e preparare al parto che in fase post partum per riabilitare i tessuti che sono stati sottoposti a stiramento e che potrebbero causare incontinenza urinaria o traumi a carico della muscolatura.

Proprio alle donne che hanno appena partorito, infine, si consiglia sempre di effettuare una valutazione e una riabilitazione del pavimento pelvico per evitare futuri episodi di incontinenza urinaria e altri problemi e per poter riprendere la propria vita sessuale senza alcun disagio.

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