Distorsione caviglia: come intervenire nel breve e lungo periodo?

La distorsione alla caviglia è uno degli infortuni più comuni in assoluto. È molto diffusa tra gli sportivi e in particolar modo tra gli amatoriali, che commettono errori per mancanza di esperienza o formazione professionale. Ma non si tratta solo di un infortunio sportivo, nella vita quotidiana accade spesso per fattori di rischio e azioni che si compiono nella vita di tutti i giorni.

Distorsione alla caviglia: sintomi

I sintomi più comuni si manifestano con:

  • il dolore acuto e localizzato nella zona anteriore del malleolo peroneale, che si intensifica al momento della palpazione
  • il segno di Robert-Jaspert: una tumefazione modesta o cospicua a livello periarticolare ed articolare, indicante la rottura della piccola arteriola che passa sopra il legamento peroneo-astragalico anteriore
  • la limitazione funzionale a causa del dolore che si acutizza nel paziente durante i movimenti dell’articolazione
  • l’instabilità dell’articolazione tibio-tarsica

Distorsione alla caviglia: cosa fare

Il processo di guarigione della distorsione alla caviglia di può suddividere in tre fasi: acuta, sub-acuta e di rieducazione funzionale.

Fase Acuta: In questa fase si attua solitamete il protocollo P.R.I.C.E., acronimo per Protection Rest Ice Compression Elevation. Seguendo i passaggi del protocollo si effettua in ordine progressivo l’immobilizzazione della caviglia, la diminuzione degli “irritanti chimici” che causano dolore e favoriscono l’edema (la “stasi tissutale”) e la prevenzione per evitare ulteriori sollecitazioni meccaniche alla zona infortunata.

Fase Sub-acuta con Fisioterapia: In fase sub-acuta si procede con un trattamento volto a promuovere l’orientamento fisiologico delle fibre collagene. A tale scopo si sottopone il tessuto lesionato ad una serie di sollecitazioni meccaniche. In questa fase si procede per eliminare il dolore, recuperare la particolarità, eliminare lo spasmo muscolare, eliminare l’edema e recuperare la forza muscolare. Per questo motivo il ricordo alla fisioterapia è ideale, specialmente grazie all’azione di massaggi terapeutici, terapie fisiche, tecniche di mobilizzazione e cinesiterapia.

Fase di rieducazione Funzionale con Fisioterapia: In questa fase con l’aiuto della fisioterapia si passa alla rieducazione funzionale con lo scopo di recuperare la propriocettività, ripristinare la forza e prevenire le recidive.

Bendaggio Funzionale: A questo punto della terapia, ossia al riprendere l’attività motoria, è consigliabile di sottoporsi al bendaggio funzionale per prevenire l’insorgere di ricadute o recidive. In questo modo si evitano i danni di una prolungata immobilizzazione o inattività funzionale e si riducono i tempi di recupero.

Distorsione alla caviglia: rimedi

Subito dopo l’infortunio bisogna avere una serie di accorgimento per attenuare l’infiammazione, evitare peggioramenti e mettere l’articolazione nelle condizioni migliori per un efficace e veloce recupero. Per fare questo si seguono le indicazioni del protocollo RICE, acronimo inglese che sta per Rest, Ice, Compression e Elevation (RICE).

Rest: riposo e astensione da attività sportiva e da qualsiasi altra attività che renda necessario un appoggio del piede prolungato;
Ice: il ghiaccio, come anticipato è tra i rimedi principali per diminuire il dolore, il gonfiore e quindi anche un possibile ematoma;
Compression: compressione attraverso una benda, realizzata da uno specialista per non compromettere la circolazione, o un tutore indicato dal medico;
Elevation: elevazione, tenere la gamba e la caviglia in alto e sollevata, con qualche cuscino sotto, favorisce la circolazione del sangue e la riduzione dell’ematoma.

Come sgonfiare una distorsione alla caviglia?

Nelle 24-48 ore immediatamente successive all’incidente, per attenuare dolore, gonfiore ed ematoma tipici della distorsione di caviglia, è raccomandato il ricorso alla strategia RICE. Per ottenere un elevato beneficio, la crioterapia con ghiaccio o sacchetti refrigerati deve essere applicata più volte nell’arco della giornata, per periodi 15-20 minuti a intervalli di 30-60 minuti, mentre il sollevamento e la compressione con bendaggio abbastanza stretto o fascia elastica devono essere mantenuti in modo continuo.

La compressione deve essere percepibile, ma non eccessiva per permettere un’adeguata circolazione del sangue in tutto il piede: se le dita tendono ad arrossarsi/scurirsi o si percepiscono formicolii o dolore in punti del piede diversi da quelli interessati dal trauma, il bendaggio va subito rifatto, lasciandolo un po’ più lento.

Cosa non fare dopo una distorsione?

In caso di distorsione è meglio evitare di mobilizzare la zona colpita, prima di essersi sottoposti a valutazione medica ed eventuale radiografia.

Distorsione alla caviglia: tempi di recupero

È sempre fondamentale inquadrare in ambito specialistico la gravità della distorsione. Traumi minori con minimo interessamento capsulo-legamentoso con l’adeguata terapia e specifico percorso riabilitativo possono essere recuperati in 2 settimane. I traumi maggiori richiedono trattamenti più prolungati e una rieducazione all’equilibrio.

Le lesioni capsulo-legamentose (piuttosto frequenti in un trauma di caviglia), determinano un calo propriocettivo, cioè dei meccanismi di stabilizzazione dell’articolazione. Questo recupero richiede un percorso di cura medico-riabilitativa a volte lungo.

In casi particolari, con traumi importanti, la soluzione è solo chirurgica con riparazione /ricostruzione delle strutture danneggiate e trattamento delle eventuali patologie cartilaginee associate.

Quanto tempo bisogna stare fermi per una distorsione alla caviglia?

La gravità di questa condizione è variabile, si passa infatti da casi molto lievi e trattabili in piena autonomia, a casi più severi in cui occorre la presa in carico da parte del medico. Il tempo in cui tenere la zona a riposa è altrettanto variabile, ma generalmente compreso tra le 3 e le 6 settimane.

Categorie Articolo: Fisioterapia
Vedi altri articoli
  • Fisioterapia, Gravidanza
    Come fare una valutazione del pavimento pelvico

    Come fa lo specialista a effettuare una diagnosi di un problema che può coinvolge tanti organi? L’importante, come abbiamo visto, è, non appena si capisce di avere problemi al pavimento pelvico

    Continua a leggere
  • Fisioterapia, Ginecologia, Gravidanza
    Pavimento pelvico: ecco come si fa a rinforzare la muscolatura pelvica

    Come si fa a rinforzare la muscolatura pelvica soprattutto prima della gravidanza o dopo il parto

    Continua a leggere
  • Fisioterapia, Gravidanza
    Chi controlla il pavimento pelvico: ecco a chi rivolgersi in caso di problemi

    Il secondo passo dopo aver ben compreso se si hanno problemi al pavimento pelvico riguarda il fatto di sapere a chi ci si deve rivolgere per migliorare il proprio benessere ed avere cura della propria salute.

    Continua a leggere
  • Fisioterapia, Gravidanza, Pilates
    Come capire se si hanno problemi al pavimento pelvico

    Ecco perché è importante sapere che cosa sia il pavimento pelvico, dove si trova, quali sono i disturbi che possono presentarsi

    Continua a leggere