Fascite plantare: sintomi, cure e pratiche da seguire

La fascite plantare si caratterizza per un’infiammazione al legamento arcuato che coinvolge la zona dalla parte inferiore del piede al tallone fino alla la base delle dita dei piedi. Il legamento interessato è quindi proprio quello che trasmette il peso corporeo al piede mentre si cammina e si corre. La fascite plantare è pertanto molto frequente negli sportivi, ma può verificarsi facilmente anche nei pazienti in sovrappeso o obesi, nelle donne in gravidanza e a causa dell’utilizzo di scarpe che mettono sotto eccessivo stress il tallone e il legamento arcuato del piede.

La fascite plantare: sintomi

La fascite plantare si manifesta solitamente con dolore nella parte inferiore del tallone, talvolta esteso al mesopiede. In genere il dolore al tallone compare gradualmente nel tempo. Da lieve evolve fino a diventare fastidioso. Si verifica facilmente dopo un periodo di prolungata inattività o dopo una camminata, una corsa e altre pratiche stressanti.

Una singolarità è che allo svolgere lo sforzo non si sente fastidio, mentre appena terminato divampa l’infiammazione. Il dolore da fascite plantare può essere sordo, acuto o bruciante in base al paziente. La fascite plantare può essere unilaterale se si verifica solo su un piede, oppure bilaterale a carico di entrambi i piedi.

Come curare la fascite plantare con la fisioterapia

Quando la fascite plantare è in fase acuta, si consiglia di stare a riposo e applicare localmente del ghiaccio. Trascorso il primo periodo, ci si deve affidare al fisioterapista.

La fisioterapia per la fascite plantare prevede:

  • esercizi di stretching per il polpaccio e la fascia plantare
  • esercizi di propriocezione
  • una rieducazione motoria, spesso nel caso di runners principianti o dalla tecnica scadente

Come trattamento conservativo si pensa a plantari, tallonette e le stecche nel ruolo di tutori notturni. Tutte queste sono attenzioni volte ad alleviare la sintomatologia, ma non a sanare.

Quali scarpe per la fascite plantare?

Per la fascite plantare si consigliano scarpe basse e non piatte, meglio se con una suola flessibile e in grado di ammortizzare gli urti con il terreno. In questo modo si evita di costringere il piede in una posizione innaturale.

3 esercizi di fisioterapia per fascite plantare

Lo stretching va eseguito 2 volte al giorno. L’allungamento del muscolo non va oltre i 20-25 secondi aiutandosi con l’espirazione per favorire lo svolgimento dell’esercizio.

  • Utilizzare uno scalino o comunque una superficie inclinata per appoggiarvi la punta del piede e spingere gradualmente con il peso del corpo nella medesima direzione;
  • Con la pianta del piede ben appoggiata a terra, spostare lentamente il peso del corpo in avanti fino a sentire una leggera pressione nella parte superiore del polpaccio, appena sotto il lato cavo del ginocchio;
  • Con le gambe divaricate, andare a prendere la pianta del piede con le mani e tirare progressivamente la punta verso di se, facendo attenzione che la forza applicata non sia eccessiva.
    È bene tenere presente che la risoluzione della fascite plantare non sarà immediata ed è possibile che ci vogliano settimane o mesi prima che il dolore diminuisca sensibilmente.

Si valuta il da farsi per programmare una terapia e cura adeguata, ma generalmente si potrebbero prevedere anche l’uso di onde d’urto, laserterapia ad alta potenza e tecarterapia. Tali cure vanno effettuate in un centro di fisioterapia a Milano specializzato e di fiducia.

Tempi di recupero

Per guarire dalla fascite plantare potrebbero essere necessari molti mesi, anche 10-12 mesi. Quanto più il trattamento è adeguato e le cure sono continue, tanto più potrebbero ridursi i tempi di recupero.

Fascite plantare e sport

La fascite plantare è un problema che spesso interessa gli appassionati di corsa e di sport affini. La preoccupazione deriva anche dalla durata lunga della terapia che costringerebbe a una lunga pausa dall’allenamento e da qualsiasi attività fisica.

Il fisioterapista esperto in riabilitazione sportiva potrebbe riuscire a proporre uno sport alternativo che da un lato soddisfi le esigenze motorie del paziente e dall’altro non contrasti il recupero. In tal senso uno sport per eccellenza è il nuoto, a basso impatto e ottimo in attesa della guarigione.

Categorie Articolo: Fisioterapia
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