Linfedema: come svuotarlo con il linfodrenaggio

Che cosa è e perchè viene il linfedema?

Il linfedema è una condizione clinica che si caratterizza per un grandissimo accumulo e ristagno della linfa nei tessuti e si manifesta tipicamente negli arti inferiori o superiori. Il linfedema si forma in seguito ad un blocco o ad una compromissione del sistema linfatico. Si può suddividere in linfedema primario e secondario in base alle cause che ne hanno scatenato la comparsa.

Linfedema primario

Il lindefema primario è prevalentemente diffuso tra le donne ed è causato daanomalie congenite a carico del sistema linfatico. Si può suddividere in diverse varianti in base all’età in cui i sintomi si manifestano.

Linfedema primario congenito rappresenta il 10-25% delle forme di linfedema primario. È facilmente evidente sin dalla nascita, trattandosi di una particolare forma di occlusione linfatica. Il linfedema congenito è spesso associato al genere femminile  e tende ad interessare quasi esclusivamente le gambe. Un dato da considerare è che il 2% delle forme congenite sembra essere causato dalla malattia ereditaria di Milroy.

Linfedema primario precoce rappresenta il 56-80% delle forme di linfedema primario ed è quindi il più diffuso. Il linfedema precoce si può diagnosticare clinicamente dopo la nascita entro i 35 anni. In genere, il paziente colpito manifesta i primi sintomi durante la pubertà. Anche in questo caso, le donne sono più colpite rispetto ai maschi.

Linfedema primario tardo (o malattia di Meige): rappresenta il 10% dei lindefemi primari nella sua forma tardiva, infatti solitamente i primi sintomi sorgono dopo i 35 anni d’età

Linfedema secondario

Il linfedema secondario si definisce in questo modo perchè è “secondo” a diverse patologie. Si tratta di una disfunzione acquisita dei vasi linfatici, che originariamente erano sani e funzionanti. Questa tipologia di linfedema, a differenza dal primo, colpisce indistintamente entrambi i sessi.

La causa globalmente più diffusa del lindefema secondario deriva dal parassita Wuchereria bancrofti. Questo parassita porterebbe infatti alla filariosi linfatica, un’infezione a carico di linfonodi e vasi linfatici.

Altre cause del linfedema secondario possono essere:

  • adenopatie o linfoadenopatie
  • diabete
  • intervento chirurgico/radioterapia
  • rimozione dei linfonodi
  • linfangite, cellulite batterica, erisipela
  • obesità patologica laddove avviene un letterale “schiacciamento” dei vasi linfatici e dei linfonodi
  • terapia a lungo termine con il tamoxifene
  • ustioni gravi

Come si riconosce un linfedema: sintomi

Non tutti i linfedemi sono uguali e non presentano quindi gli stessi sintomi. Un segnale però abbastanza comune di linfodema è il gonfiore che può essere più o meno grave in base alla condizione specifica. In alcuni pazienti un lieve gonfiore può comparire sull’arto colpito, mentre in altri può degenerare in una vera e propria elefantiasi.

Altri sintomi che indicano la presenza del linfedema, oltre il classico edema, possono essere:

  • alterazione della cromia della pelle che tende a scolorire e diviene lucida
  • difficoltà di muovere o piegare l’arto colpito da linfedema
  • ispessimento della pelle
  • pelle suscettibile alle infezioni
  • percezione costante di appesantimento e costrizione dell’arto affetto da linfedema
  • prurito e tensione della pelle dell’arto coinvolto

Il lindefema non è una malattia in sé per sé eccessivamente dolorosa, ma sono le sue conseguenze a provocare dolore nel paziente. Si fa riferimento alla sensazione di oppressione e al gonfiore localizzato.

Oltre i sintomi locali, in alcuni casiil linfedema può portare alla manifestazione di sintomi secondari:

  • febbre, brividi e debolezza generalizzata
  • fatica legata alle dimensioni e al peso dell’estremità
  • grave compromissione delle attività quotidiane
  • infezioni batteriche o fungine ricorrenti
  • episodi ricorrenti di cellulite, linfangite, ragadi, ulcerazioni e alterazioni verrucose

Linfedema: cause

Il linfedema primario è, quindi, causato da anomalie congenite a carico del sistema linfatico. Il linfedema secondario consegue a diverse patologie (come adenopatie, diabete, linfangite, cellulite batterica, erisipela, filariosi linfatica) oppure può derivare dalla rimozione chirurgica dei linfonodi (come per l’asportazione di masse tumorali).

Linfedema: terapia

Non esiste una terapia che curi totalmente il linfedema. Si può però lavorare per migliorarne i sintomi attraverso una terapia complessa decongestiva, come con il linfodrenaggio, il bendaggio, la pressoterapia o tutori elastici. La chirurgia viene considerata solo nei casi più gravi. La terapia da attuare insieme al proprio fisioterapista di fiducia a Milano,  prevede di ridurre l’edema e migliorare i disturbi funzionali.

Il linfodrenaggio manuale costituisce la base della terapia. Il massaggio manuale riesce a stimolare meccanicamente il sistema linfatico. Si tratta di una tecnica che si è dimostrata estremamente efficace per ridurre il gonfiore del linfedema. Grazie a queste manipolazioni i linfonodi vengono “svuotati” e viene favorito il drenaggio della linfa stagnante dai tessuti. Lo svuotamento delle stazioni linfonodali migliora anche la cinetica dell’intero circolo linfatico.

Quindi anche il bendaggio, la pressoterapia e l’utilizzo di tutori elastici sono accorgimenti terapici validi per ridurre l’edema. Si parla di terapia complessa decongestiva quando due o più di questi trattamenti vengono combinati. Non possono sottoporsi alla terapia complessa decongestiva (CPD) i pazienti ipertesi, diabetici, affetti da paralisi, insufficienza cardiaca, infezioni acute della pelle, cancro o trombosi.

In ogni caso è sempre necessario risalire alla causa scatenante il linfedema per poter agire in maniera precisa e oculata con una terapia specifica ed efficace.

Linfedema agli arti inferiori, gamba e braccio

Tra i mezzi fisici utili alla terapia per linfedema, un posto di rilievo ha quindi il linfodrenaggio manuale con il suo particolare massaggio praticato da fisioterapisti esperti in materia. Ma in alcuni casi lo specialista potrebbe consigliare di associare alla terapia fisica anche l’assunzione di farmaci depletivi e linfagoghi per drenare i liquidi in eccesso e stimolare la mobilitazione della linfa. Invece bisogna fare attenzione con la contenzione elastica, perchè se applicata in presenza di una patologia inadatta, può stimolare infiammazioni o precoci evoluzioni verso il fibredema. Purtroppo ancora viene utilizzata senza criteri distintivi da altre forme di edema.

Categorie Articolo: Fisioterapia
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