Pavimento pelvico, il grande alleato invisibile delle donne!

Il pavimento pelvico è una regione muscolare fondamentale per ogni donna e spesso troppo sottovalutata o poco approfondita. Una buona salute del pavimento pelvico può portare benefici a tutto il corpo nella sua complessità e pertanto va controllato ed allenato.

Il pavimento pelvico: lo sconosciuto della felicità

Il pavimento pelvico è stato appellato anche come “muscolo della felicità” o “muscolo più sconosciuto”, con riferimento ad alcune delle sue funzioni e sicuramente all’alone di mistero che lo circonda. La medicina solo di recente ha infatto raggiunto una maggiore comprensione e conoscenza della sua centralità nel corpo della donna.

Negli ultimi anni se ne sente spesso parlare in riferimento al parto, con la prevenzione delle lacerazioni perineali durante il part0, delle conseguenze dell’episiotomia, ma anche in relazione ai casi di prolassi e incontinenza femminile, guadagnandosi finalmente una maggiore e meritata attenzione.

Sono relativamente di nuova concezione gli approcci riabilitativi “conservativi” destinati a questa zona, per rendere la donna in grado di affrontare diversamente, in maniera più efficace e certamente più dignitosa, alcuni disturbi. Con un’attenta riabilitazione pelvica, in alcuni casi si potrebbero addirittura sostituire i tradizionali interventi di tipo chirurgico o farmacologico.

Tra i temi centrali quando si parla di pavimento pelvico, non si può non menzionare la sessualità femminile, che solo da pochi decenni viene riconosciuta nel suo significato sia ludico che relazionale, e non solo riproduttivo.

In che situazioni viene sollecitato il pavimento pelvico?

La salute del pavimento pelvico passa inebitabilmente per la sua conoscenza e riconoscimento. Una donna per poterlo allenare deve conoscerlo, esserne più consapevole per avere la capacità di esercitarlo anche durante lo svolgimento delle azioni quotidiane ad esempio.

Il pavimento pelvico viene sollecitato da tantissime azioni che il corpo compie. Basta uno starnuto, un colpo di tosse, il sollevamento di una borza un po’ più pesate o l’allenamento sportivo (specie se comprende gli addominali) per aumentare la pressione interna della cavità peritoneale e sollecitare il pavimento pelvico senza alcuna preparazione o controllo.

Il pavimento pelvico anatomicamente chiude il bacino verso il basso e sostiene gli organi pelvici come l’utero e la vescica. Questo regime muscolare è sottoposto a sforzo e continuo aumento della pressione endoaddominare per contenere gli organi, sia in posizione eretta sia durante attività fisiche semplici come camminare sia mentre di compie uno sforzo. Diventa quindi fondamentale curare e allenare l’integrità del sistema muscolo-fasciale di sostegno e della sua innervazione.

Quando e a cosa serve il pavimento pelvico per la donna?

La cura del pavimento pelvico dovrebbe contraddistinguere l’allenamento del corpo femminile a tutte le età per diverse motivazioni. Durante l’età fertile il pavimento pelvico è direttamente responsabile del piacere sessuale. Allenarlo significa migliorarne la tonicità e la contrazione orgasmica, regalando un piacere maggiore.

Durante tutto il percordo della gravidanza, il pavimento pelvico viene direttamente interessato. Casi di ipertono possono anche portare ad un ipercontrattura della muscolatura, causando dolore e lacerazione durante il parto. Nel post partum spesso si verificano piccoli problemi di incontinenza a causa dello stiramento dei tessuti o di eventuali traumi subiti nel momento del parto (è il caso spesso dell’episotomia dolorante). Una preparazione al parto dovrebbe quindi prevedere anche un allenamento di questo regime muscolare per renderlo più morbido ed elastico e reagire meglio allo stress locale.

In menopausa, come anche in età fertile, un buon allenamento del pavimento pelvico può prevenire problemi di incontinenza urinaria o prolassi, che si verificano spesso a causa dell’ipotonia di questi muscoli poco allenati o atrofici per l’età.

Riabilitazione pavimento pelvico

La rieducazione del pavimento pelvico è sempre consigliata per i numerosi benefici che ne derivano. In particolo ci sono alcuni momenti della vita o alcune patologie che traggono maggiori benefici da questo allenamento:

  • prima e dopo il parto
  • in menopausa
  • in casi di prolasso uterino, vescicale e rettale
  • dopo un intervento chirurgico
  • in caso di dolore pelvico

La rieducazione del pavimento pelvico è svolta con la guida di fisioterapisti esperti. Viene elaborato un programma di esercizi di contrazione e rilassamento dei muscoli perineali per prendere coscienza del funzionamento dei muscoli di quell’area e per rinforzare il sistema di sostegno degli organi pelvici. I classici addominali, ad esempio, non sono l’ideale per riattivare i muscoli dell’addome dopo una gravidanza!

Autovalutazione del pavimento pelvico

È possibile fare un’autovalutazione per capire lo stato del proprio del pavimento pelvico. Si consigliano 3 sempliciti test:

  • Osservazione dall’esterno delle contrazioni Kegel
  • Esame digitale
  • Test dello “Stop pipì”

Osservazione dall’esterno delle contrazioni Kegel

Avvalendosi dello specchio, si può osservare la propria zona perineale e la forma della vulva. Da una posizione rilassata si eseguono alcune contrazioni Kegel per associare al movimento la percezione del proprio corpo e per controllare se il movimento interno si riflette anche esternamente. Osserva il movimento delle grandi labbra o della zona anale. Se la contrazione è forte e il pavimento pelvico tonico, si dovrebbe notare un movimento di avvicinamento delle grandi labbra si avvicinano, mentre la zona del perineo dovrebbe essere spinta verso l’interno. Il movimento può essere appena percepito o molto evidente, ciò cambia a seconda dell’intensità delle contrazioni e della tonicità della muscolatura.

Esame digitale

Con un esame digitale si può percepire l’intensità di contrazione dei muscoli pelvici. Basta toccare alcuni punti della zona perineale mentre si contraggono e rilassano i muscoli pelvici per poterne percepirne la forza. L’esercizio prevede due controlli, uno effettuato ponendo un dito tra la vagina e l’ano, l’altro inserendolo all’interno. Si dovrebbero percepire in entrambi i modi la contrazione fatta volontariamente nel caso in cui il pavimento pelvico sia tonico. Se invece la contrazione è appena o per niente percepita vuol dire che è debole.

È importante notare per quanto tempo si riesce a tenere la contrazione e se si percepisce allo stesso modo anche il rilassamento. Può infatti capitare di riuscire a stringere i muscoli pelvici, ma non di rilassarli completamente.

Test dello “Stop pipì”

Non va praticato come esercizio perché col tempo può causare ritenzione urinaria e infezioni urinarie. Si può fare una singola volta il test sto pipì per valurare la tonicità del pavimento pelvico durante la minzione. Si deve provare a bloccare il flusso mentre si urina per qualche secondo e poi a rilasciarlo di nuovo. Il test verifica la tonicità perchè nell’azione di bloccare l’urina intervengono proprio i muscoli pelvici. Se è faticoso bloccare il flusso quando è più intenso oppure se si riesce solo alla fine o se non si riesce per nulla, significa che i muscoli pelvici sono deboli.

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