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Quasi tutti soffrono di valgismo. Lo riconosci? Sai cosa fare?

Con valgismo si intende una condizione ortopedica che prevede un rapporto anomale tra due segmenti scheletrici adiacenti. Precisamente il segmento più distale presenta una deviazione laterale, cercando di allontanarsi in modo atipico dal piano sagittale. Tutto ciò porta visivamente alla formazione di relativamente piccole deformità negli arti.

Valgismo o varismo?

Nel linguaggio comune è facile fare confusione tra valgismo e varismo, anche se in realtà si tratta di due condizioni distinte da imparare a riconoscere. Il valgismo, duqnue, indica le deformità degli arti, causate dal rapporto anomalo di due segmenti scheletrici adiacenti. Potrebbe avere delle ripercussioni sull’uso dell’articolazione a cui partecipa il segmento osseo deviato oppure conseguenze di carattere anatomico e, nei casi più gravi, di carattere funzionale.

Il valgismo però è l’opposto del varismo. Il varismo infatti indica le deformità scheletriche frutto di un rapporto anomalo tra i due segmenti scheletrici. Quindi il segmento scheletrico più distale ha un orientamento mediale, tendendo di avvicinarsi in modo atipico al piano sagittale. Anche il varismo può alterare l’anatomia e la funzionalità dell’articolazione, portando a diversi sintomi e possibili complicazioni.

Quali sono le cause del valgismo?

È normale sviluppare una leggera deformità durante la crescità. Ad esemoio non è strano notare nei bambini di 3 anni già la presenza di un ginocchio varo. Il naturale sviluppo prevede però che poi il la zona valga si raddrizza da sola per raggiungere il suo assetto definitivo. Quando ciò non avviene e al contrario si verifica una deformazione più grave, bisogna intervenire.

Solitamente il valgismo è più comune nella donna che nell’uomo per la maggiore larghezza del bacino. Altre cause che possono aumentare le possibilità di sviluppare valgismo sono:

  • Displasia epifisaria, quando le estremità delle ossa lunghe presentano anomalie
  • Traumi che deformano la cartilagine di accrescimento e ostacola lo sviluppo simmetrico dell’osso
  • Patologie ossee come rachitismo per mancanza di Vitamina D o il morbo di Paget sul rimodellamento osseo
  • L’asportazione del menisco
  • Sovrappeso e obesità
  • Lesioni legamentose
  • Fratture mal consolidate

Quali sono i sintomi del valgismo?

Il sintomo più importante del valgismo è il dolore, specialmente se si intensifica nel compiere determinati momenti articolari. Esteticamente è facile notare il rigonfiamento delle articolazioni oppure, nel caso di un grave valgismo alle gambe o all’anca, lo zoppicamento.

In linea generale tra i principali sintomi di valgismo si notano facilmente:

  • deformazione
  • difficoltà a camminare
  • dolore alle articolazioni affette da valgismo
  • gonfiore della parte interessata

Tipi di valgismo

Questa condizione può colpire quindi diverse ossa e articolazioni. I casi più comuni di valgismo riguardano le articolazioni:

  • ginocchio valgo
  • alluce valgo
  • coxa valga, quando interessa l’articolazione dell’anca
  • cubito valgo, quando interessa l’articolazione del gomito
  • piede valgo
  • mano
  • deformità di Madelung quando interessa l’articolazione del polso

Valgismo ginocchio

Il valgismo al ginocchio è quello che comunemente viene riconosciuto nel definire le “ginocchia a X”. Infatti questa deformità rispecchia un disallineamento di femore e tibia, per cui le ginocchia si ruotano l’una verso l’altra. Il ginocchio valgo si diagnostica semplicemente osservando gli arti inferiori e in particolare le ginocchia.

Solitamente si tratta di una condizione asintomatiche e priva di ripercussioni sulla salute della persona. Solo nei casi più gravi è opportuno intervenire per il dolore e il rischio di eventuali complicazioni inerenti ai legamenti del ginocchio e al menisco laterale del ginocchio. Si procede con un trattamento di tipo conservativo solo quando si riscontrano delle sintomatologie e in questo caso si procede con una terapia non invasiva. Si ricorre alla chirurgia soltanto nel caso in cui terapie conservative non sortissero alcun effetto.

Valgismo piede

Il piede si definisce valgo o pronato quando il calcagno si appoggia verso l’interno e il resto del piede si direziona verso l’esterno. Il valgismo al piede può prevedere diversi gradi di inclinazione, gravità e sintomatologia. Anche in questo caso potrebbe trattarsi di una condizione asintomatica, nel qual caso si preferisce non intervenire.

Il valgismo al piede spesso prevede la presenza di un piede piatto e uno spostamento del carico, che comporta facilmente la manifestazione di un valgismo del primo raggio. Spesso inoltre si associa alla presenza del ginocchio valgo La condizione se viene riconosciuta in tempo, magari già in maniera precoce nel bambino, può ancora essere corretta o limitata.

Valgismo alluci

L’alluce valgo è una delle deformità più comuni e note. Si tratta di un orientamento mediale anomalo del I metatarso dell’alluce associato ad un puntamento altrettanto atipico delle due falangi verso le altre dita del piede, cioè lateralmente. Questo comporta che la testa del I metatarso e la base della prima falange originino una sporgenza al lato del piede, che comunemente viene chiamata “cipolla”. Il valgismo dell’alluce è una deformità mono- o bi-laterale.

Solitamente, soprattutto all’inizio, l’alluce valgo è asintomatico, però quando raggiunge uno stadio avanzato si aggrava e può comportare un ricco quadro sintomatologico.

Esercizi per valgismo e fisioterapia

Gli esercizi per il valgismo sono principalmente di natura fisioterapica. Il fisioterapista infatti interviene a seconda dei cadi con un trattamento attivo o passivo. I casi più comuni di terapia interessano il ginocchio valgo per aiutare durante il movimento.

Il primo obbiettivo da raggiungere in fisioterapia è migliorare e rafforzare la stabilità. Il fisioterapista guida il paziente nell’esecuzione di esercizi per correggere il movimento di tutti i distretti che dovrebbero essere sollecitati durante l’esecuzione corretta dell’azione. Il valgismo infatti in una logica di compensi e scompensi ha effetti a catena, conviene quindi considerare durante il trattamento un’insieme di attività muscolari partendo dal tronco, passando poi per il bacino, l’anca, le gambe e i piedi.

Oltre agli esercizi, a seconda della condizione specifica del paziente, si può ricorrere anche alle applicazioni del taping neuromuscolare. In questo caso si usano quindi i cerotti elastici per creare una resistenza durante l’esecuzione degli esercizi. I cerotti vanno tagliati nella lunghezza e larghezza appropriata e danno uno stimolo all’articolazione per contrastare e non tendere al valgismo durante il movimento.

Categorie Articolo: Fisioterapia
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