Ciclo mestruale irregolare: cos’è la menorragia

Quando un ciclo mestruale risulta irregolare? Che cos’è la menorragia? Quali sono i sintomi e quali le cause? In medicina il ciclo mestruale viene definito irregolare se si presenta in un arco di tempo diverso rispetto alla normalità. Ciò significa che invece di presentarsi regolarmente ogni 28 giorni, o in un intervallo di tempo che varia dai 25 ai 35 giorni, si presenta o con largo anticipo o con ampio ritardo. Le mestruazioni pertanto possono presentarsi o troppo ravvicinate nel tempo o addirittura troppo distanti l’una dall’altra.

Per stabilire la presenza o l’assenza di problemi e patologie occorre controllare anche il flusso. La durata normale va dai 3 ai 7 giorni, con le maggiori perdite di sangue che si verificano entro i primi 3 giorni dall’inizio delle mestruazioni. Un flusso che perdura più a lungo nel tempo e che rimane abbondante per più giorni viene definito menorragia.

Ciclo mestruale irregolare: le possibili alterazioni

Le alterazioni delle mestruazioni possono essere diverse e differire anche in base alle cause scatenanti. Esse possono essere sporadiche ed isolate o estese nel tempo e a seconda del momento in cui si presentano hanno, in medicina, un nome ben preciso. Quante e quali alterazioni delle mestruazioni esistono? Tra di esse vi sono:

  • polimenorrea: il ciclo mestruale è più corto e si presenta prima dei 25 giorni
  • oligomenorrea: il ciclo mestruale è più lungo e si presenta dopo i 36 giorni
  • amenorrea: il ciclo mestruale è assente per almeno 3 mesi

Non va fatta confusione con le alterazioni del flusso. Si distinguono ad esempio:

  • Ipomenorrea: se il flusso mestruale è minore di 20 ml
  • Ipermenorrea: se il flusso mestruale è maggiore di 80 ml
  • Menorragia: quando il flusso dura più di 7 giorni rimanendo abbondante a lungo
  • Menometrorragia: quando il flusso è abbondante nel periodo intermestruale
  • Spotting: quando si verificano piccole perdite ematiche tra due mestruazioni

Ad essere classificato è stato inoltre il tipo di sanguinamento che può essere:

  • anovulatorio e pertanto causato dal fallimento del corpo luteo. Le donne con un ciclo mestruale irregolare di tipo anovulatorio in genere non soffrono di sindrome premestruale. Niente tensione al seno, nessun aumento delle perdite di muco vaginale, niente crampi premestruali o gonfiore. A causarlo potrebbe essere la sindrome dell’ovaio policistico o l’insufficienza ovarica prematura e l’iperprolattinemia.
  • disfunzionale ovulatorio. Si tratta di cicli più prevedibili, ma che potrebbero presentare lesioni, polipi o fibromi e causare un sanguinamento irregolare.

Che cos’è la menorragia: la definizione

Il termine menorragia indica perdite mestruali particolarmente abbondanti o prolungate. Cosa significa? Il ciclo mestruale dura più a lungo dei normali 7 giorni e il flusso rimane abbondante anche dopo il consueto terzo giorno. La perdita di sangue che ne consegue può essere pertanto debilitante e causare anemia o problemi ad essa associati quali: affaticamento e fiato corto.

Non sempre il ciclo mestruale si presenta puntuale come un orologio svizzero. Una certa irregolarità è piuttosto normale. Molti sono i fattori che possono influenzare le mestruazioni e che causano variazioni, anche significative.

Nonostante ciò ci sono alcuni campanelli d’allarme che devono spingere a far visita al proprio medico di fiducia o al proprio specialista per eseguire i vari accertamenti clinici e controllare il proprio stato di salute. In presenza di menorragia, ovvero di un sanguinamento abbondante e prolungato nel tempo è bene recarsi all’ambulatorio del proprio medico per i dovuti controlli.

Secondo gli ultimi dati le donne in età riproduttiva, tra il 9% e il 30%, lamentano mestruazioni irregolari e richiedono una valutazione medica. Il 20% del genere femminile in età fertile, oltretutto, programma visite ginecologiche atte a valutare un sanguinamento uterino anomalo.

Le cause del ciclo mestruale irregolare e della menorragia

Quali sono le cause di un ciclo mestruale irregolare?

Tra di esse vi sono:

  • presenza di cisti ovariche
  • malattie infiammatorie
  • endometriosi
  • malattia di Von Willebrand
  • malattia di Graves
  • malattia di Hashimoto
  • squilibri ormonali
  • tumori dell’ovaio
  • tumori dell’endometrio
  • tumori della cervice
  • sindrome dell’ovaio policistico
  • stress

Quali sono invece le cause della menorragia?

Nonostante sia possibile che si verifichino sanguinamenti eccessivi senza ‘colpevoli’ apparenti, il più delle volte la menorragia presenta diverse cause. Quali? Tra le principali vi sono:

  • endometriosi
  • presenza di polipi
  • ciclo anovulatorio
  • malattie epatiche
  • squilibrio ormonale
  • Disfunzione ovarica
  • presenza di fibromi benigni dell’utero
  • presenza di tumori
  • malattie renali
  • disturbi della tiroide
  • cancro alle ovaie

Tra le altre cause individuate in campo medico vi sono: l’assunzione di farmaci antinfiammatori o anticoagulanti e l’utilizzo di dispositivi uterini per la contraccezione.

Menorragia, diagnosi: come avviene e quali test vengono richiesti

Come è già stato ampiamente sottolineato in presenza di un ciclo mestruale irregolare e di un flusso abbondante e prolungato nel tempo bisogna recarsi dal medico per sottoporsi ai vari accertamenti e controllare così il proprio stato di salute.

Spetta al ginecologo stabilire se si tratti o meno di menorragia sulla base della storia clinica della paziente, dei sintomi narrati e dell’anamnesi redatta anche grazie ai risultati di esami diagnostici ad hoc. Lo specialista può richiedere alla paziente di sottoporsi a:

  • ecografia pelvica transvaginale
  • pap test
  • emocromo
  • biopsia endometriale

I test clinici possono variare da paziente a paziente in base alla storia clinica e ai vari sintomi presentati. La biopsia endometriale, ad esempio, viene richiesta per le donne di età superiore ai 35 anni che presentano maggiori fattori di rischio per l’iperplasia endometriale e il cancro dell’endometrio. La cartella clinica di queste donne può svelare allo specialista ad esempio la presenza di diabete o l’uso di steroidi prolungato.

Come curare la menorragia: le terapie utilizzate

Come curare la menorragia? Quali terapie ha a disposizione lo specialista per risolvere il problema della paziente? Gli approcci conservativi prevedono l’utilizzo di farmaci in grado di contrastare il flusso abbondante come gli antinfiammatori non steroidei, o i farmaci per trattare gli squilibri ormonali e regolarizzare il ciclo mestruale come i contraccettivi orali.

In caso di patologia uterina può diventare necessario che la paziente si sottoponga ad uno specifico intervento chirurgico e a cure mirate. A seconda delle problematiche presentate lo specialista può consigliare una isteroscopia con biopsia della cavità uterina, la rimozione dei fibromi, ma, nei casi più gravi, anche l’isterectomia.

Categorie Articolo: Ginecologia
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