Polipi dell'utero
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Polipo uterino: perchè si forma e come curarlo?

I polipi dell’utero sono neoformazioni benigne che possono interessare donne di ogni età. È frequente che si creino e possono silupparsi sia durante il periodo fertile che dopo la menopausa. Sono alla vista escrescenze soffici che crescono dal rivestimento della cervice o dalla mucosa della cavità uterina (endometrio) per poi aderire alla parete interna dell’utero. Sono di diverse dimensioni e se ne trovano grandi di pochi millimetri cone di alcuni centimetri. Inoltre non esiste una regola fissa, si possono sviluppare singolarmente, in coppia oppure formando degli aggregati di molti polipi di piccole dimensioni.

Tipologie di polipo uterino

In base alla modalità con cui il polipo uterino aderisce alla parete dell’utero si distinguono:

  • polipi uterini peduncolati che sono fissati alla mucosa uterina mediante un peduncolo. Di solito queste formazioni rimangono confinate all’interno dell’utero, ma in alcuni casi possono raggiungere la vagina
  • polipi uterini sessili che sono fissati alla mucosa uterina con tutta la loro base. Non essendo peduncolati e pertanto non possono mai raggiungere la vagina.

Cause e prevenzione

Non si sa ancora chiaramente quale sia la causa della formazione del polipo uterino. Un’ipotesi avanzata ritiene che il loro sviluppo sia correlato ad una crescita anomala ed eccessiva delle cellule endometriali. I fattori ormonali in questo caso rivestirebbero un ruolo essenziale nell’eziopatogenesi. I polipi uterini sono ifnatti estrogeno-sensibili e quindi rispondono agli estrogeni similmente all’endometrio.

Tra i fattori di rischio per il polipo uterino si ricordano:

  • età compresa tra i 40 e i 50 anni
  • età compreso tra i 30 e i 40 in fase pre-menopausa
  • predisposizione genetica
  • iperestrogenismo endogeno o esogeno (valori alti di estrogeni in circolo). La presenza ormonale dell’iperestrogenismo è il fattore di rischio principale
  • obesità
  • assunzione di farmaci come il tamoxifene (antitumorale per il tumore al seno) oppure per il trattamento di infertilità anovulatoria
  • infiammazione cronica della cervice nel caso di polipi cervicali

Non conoscendo la causa della loro formazioni, è altrettanto difficile determinare delle misure preventive contro la comparsa di polipi uterini. In caso si riscontri la presenza di uno o più fattori di rischio, è sempre consigliabile recarsi dal proprio ginecologo di fiducia e, preferibilmente, effettuare un’ecografia transvaginale. Riuscire ad effettuare delle diagnosi precocemente, aiuta a controllare nel tempo la presenza di polipi uterini ed intervenire in tempo con relativo trattamento.

Polipo uterino: sintomi

I polipi uterini difficilmente vengono percepiti dalla donna, che spesso è inconsapevole della loro presenza e lo scopre durante visite di routine, a meno che non si tratti di dimensioni molto importanti.

I principali sintomi dei polipi uterini sono:

  • metrorragia, ossia il sanguinamento vaginale anomalo dal periodo mestruale
  • menorragia, ossia sanguinamento mestruale abbondante
  • dismenorrea, ossia mestruazioni dolorose
  • perdite vaginali di sangue durante il rapporto sessuale
  • ciclo mestruale irregolare
  • spotting di sangue persostente tra un ciclo e l’altro
  • infertilità

Se il polipo uterino esce in gravidanza?

Tra i sintomi e i segni tipici dei polipi uterini, l’infertilità può rappresentare uno dei problemi più significativi, specialmente se la donna è giovane e con desiderio di concepimento. L’infertilità può presentarsi quando i polipi uterini raggiungono dimensioni notevoli In tal caso il rischio è che la grandezza del polipo sia tale da ostacolare l’impianto dell’embrione fecondato a livello endometriale e da ostruire le tube uterine impedendo la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo.

La presenza di un polipo può incidere, ma in maniera del tutto eccezionale, sulla possibilità di rimanere incinta o di abortire. Ciò si verifica perchè la loro formazione può ostacolare ancora una volta meccanicamente l’impianto dell’embrione. Il ginecologo valuterà poi se intervenire per rimuoverli, liberare la cavità uterina e migliorare la possibilità della nidificazione dell’embrione. In generale però non bisogna preoccuparsi troppo per la presenza di polipi uterini, perchè solo raramente vanno incontro a malignità. Per questo spesso non vengono rimossi e si può verificare anche se regrediscono spontaneamente.

Terapia per la cura dei polipi uterini

I polipi uterini benigni di piccole dimensioni tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di un breve periodo. È comunque prudente tenerli sempre sotto controllo per evitare possibili, seppur rare, evoluzione neoplastiche.

Per curare i polipi uterini si può ricorrere ad una terapia farmacologica. Però l’assunzione di progestinici o gonadotropine non è consigliabile perchè il rischio di recidive è elevato. I polipi uterini, in particolare se di grosse dimensioni, devono essere trattati chirurgicamente, per evitare problemi di concepilmento ma anche semplicemente disagi mestruali notevoli.

La terapia per rimuovere il polipo uterino consiste in due fasi:

  • Isteroscopia (terapeutica): consiste nella completa rimozione chirurgica del polipo uterino
  • Isterectomia (asportazione dell’utero): indicata quando i polipi uterini contengono cellule neoplastiche maligne

Anche a seguito di un trattamento chirurgico perfettamente riuscito, i polipi uterini tendono a ripresentarsi. In occasione di recidiva, bisogna sottoporsi ad un ulteriore intervento.

Categorie Articolo: Ginecologia, Gravidanza
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