spirale anticoncezionale
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Spirale anticoncezionale: i pro e i contro

Cos’è la spirale?

La spirale o IUD (Intra Uterine Device, dispositivo intrauterino) è un metodo anticoncezionale posizionato all’interno dell’utero che serve a prevenire gravidanze indesiderate. Si tratta di un piccolo dispositivo di plastica (a forma di T) che è in grado di impedire l’impianto dell’ovulo già fecondato.

Insieme alla pillola, è uno dei metodi più scelti (soprattutto da chi ha un partner fisso) a causa della sua alta efficacia e del suo basso mantenimento. In molti la scelgono proprio come alternativa alla pillola: una dimenticanza nell’assunzione della pillola può alterare l’efficacia del metodo, mentre la spirale, una volta inserita, non richiede nessun tipo di intervento o azione periodica, permettendo alla coppia di avere rapporti completi con tranquillità.

Il suo costo potrebbe sembrare elevato e per questo non accessibile a tutti. Tuttavia, va considerato il suo lungo periodo di copertura (dai 3 ai 10 anni) e tasso di efficacia. Comparato ad altri metodi anticoncezionali, la spirale è uno dei contraccettivi più duraturi e sicuri per la salute. Inoltre, è totalmente reversibile, in quanto una volta rimossa la fertilità viene ripristinata.

Come si mette

La spirale si può acquistare in farmacia con la prescrizione del medico e va inserita nell’utero esclusivamente dal ginecologo in seguito ad una visita ginecologica. Tra le diverse analisi, la visita comprende un Pap test per escludere infezioni e un’ecografia interna per capire quale sia la spirale più adatta. Una delle domande più frequenti è: “quanto fa male mettere la spirale?”. L’inserimento può essere fastidioso e doloroso e provocare dei crampi addominali, tanto che in alcuni casi è consigliato assumere degli antidolorifici. Il processo dura dai 10 ai 20 minuti.

È consigliato evitare di avere rapporti e l’utilizzo di tamponi vaginali nei primi giorni successivi all’inserimento per evitare infezioni.

Chi può mettere la spirale?

La spirale può essere utilizzata da tutte le persone sane con un utero, anche se esistono dei casi in cui è sconsigliata.

L’utilizzo della spirale non è indicato nel caso di:

  • predisposizione a malattie infiammatorie pelviche,
  • malattie sessualmente trasmissibili in corso,
  • casi precedenti di gravidanza extrauterine o aborti,
  • tumore al seno e al fegato (nel caso di spirale ormonale),
  • predisposizione a infezioni vaginali,
  • gravidanza in corso,
  • malformazioni dell’utero,
  • allergia al rame (nel caso di spirale al rame).

Tipi di spirale

Spirale Ormonale

La spirale ormonale è un anticoncezionale che funziona in modo simile all’anello vaginale o alla pillola anticoncezionale. Infatti, la spirale rilascia nell’utero piccole dosi di un progestinico che ispessisce il muco cervicale, impedendo la salita e il passaggio degli spermatozoi. In alcuni casi, la piccola dose di ormoni è sufficiente per impedire l’ovulazione.

Per essere efficace da subito, la spirale ormonale va inserita nei primi sette giorni del ciclo mestruale. Se non dovesse essere così, sarebbe consigliato continuare ad utilizzare altri metodi anticoncezionali per una settimana in caso di rapporti sessuali.

Efficacia

Oltre a prevenire gravidanze indesiderate, il progestinico riesce anche a regolare il ciclo mestruale, evitando o alleviando casi di ipermenorrea (mestruazioni abbondanti). Questo tipo di spirale può rimanere nell’utero e durare da 3 anni fino ad un massimo di 5 anni, in base alla quantità di progesterone che contiene. L’efficacia della spirale ormonale è pari al 99.9%.

Spirale al rame

La spirale al rame è un metodo contraccettivo che sfrutta il potere spermicida del rame. La spirale infatti rilascia piccole quantità del metallo all’interno dell’utero, che cambiando la composizione dei liquidi, rende impossibile la sopravvivenza degli spermatozoi. È considerato anche un anticoncezionale d’emergenza, perché anche nel caso in cui l’ovulo sia già stato fecondato, ne impedisce l’impianto nelle Tube di Falloppio.

La spirale al rame, a differenza di quella ormonale, può essere impiantata in qualsiasi momento a patto che non ci sia una gravidanza in corso. Per questo motivo, tra gli esami obbligatori prima di poter prescrivere la spirale, è presente anche un test di gravidanza.

Efficacia

La spirale in rame può rimanere nell’utero per un periodo che va dai 5 ai 10 anni. La percentuale di fallimento è dell’0.8%, pertanto la possibilità di rimanere incinta con la spirale è presente ma molto remota. Nel caso di un rapporto non protetto, la spirale può essere inserita entro 5 giorni dopo ed essere efficace fino al 99% (se inserita entro 3 giorni).

Effetti collaterali della spirale anticoncezionale

Gli svantaggi della spirale anticoncezionale sono principalmente legati agli effetti collaterali che si possono presentare in seguito all’inserimento. Fortunatamente si tratta di rischi molto rari.

Gli effetti collaterali più comuni sono:

  • dolori e crampi (tipicamente subito dopo l’inserimento),
  • emicrania,
  • gonfiore al seno,
  • secchezza vaginale e vampate di calore,
  • acne,
  • spotting,
  • candida vaginale.

Con spotting si fa riferimento a delle perdite di sangue, che nel caso della spirale solitamente si presentano nel corso dei primi mesi e scompaiono con il tempo. Se il fenomeno fosse più ricorrente, potrebbe segnalare il fatto che la spirale sia stata inserita male o che non sia adatta alla struttura dell’utero. In quel caso, è necessario contattare subito il proprio ginecologo. Lo stesso vale nell’eventualità di febbre, forte dolore addominale o perdite maleodoranti.

Un altro svantaggio della spirale anticoncezionale è che non protegge da malattie sessualmente trasmissibili. Pertanto, prima di iniziare ad utilizzarla, è consigliato far eseguire dei test anche al partner. Nel caso in cui si dovesse cambiare partner, è consigliato utilizzare il preservativo o altri metodi di barriera in grado di proteggere da malattie.

Vantaggi: i pro della spirale

Riassumendo tutto quello che è stato detto, la spirale ha numerosi vantaggi che riguardano:

  • lunga durata,
  • alta efficacia,
  • regolarizzazione del ciclo mestruale (nel caso della spirale ormonale),
  • rapida reversibilità,
  • bassa percezione (è altamente improbabile che il partner percepisca la spirale durante il rapporto),
  • pochi effetti collaterali,
  • bassi rischi per la salute,
  • nessuna azione periodica richiesta.

Uno dei più grandi vantaggi è quello di potersi “dimenticare” della spirale e vivere la propria relazione in tranquillità per molto tempo.

Un altro vantaggio della spirale ormonale è quello della diminuzione del rischio di polipi uterini.

Quando e come togliere la spirale

La spirale deve essere tolta dopo 3, 5 o 10 anni, in base al tipo di spirale scelto. Naturalmente, se si vuole cambiare metodo contraccettivo o si vuole intraprendere una gravidanza, è possibile toglierla in qualsiasi momento prima della fine della “scadenza”. La rimozione va effettuata esclusivamente dal ginecologo. La fertilità viene ripristinata immediatamente dopo, per cui se non si vuole rimanere incinta, è consigliabile iniziare ad utilizzare il preservativo già sette giorni prima del giorno stabilito per la rimozione della spirale.

Avvertenze

Per fare in modo che la spirale sia efficace, è importante che rimanga in posizione e non si sposti. Per verificare la sua posizione, è sufficiente fare degli auto-controlli attraverso i due fili collegati alla spirale. Dopo l’inserimento, è compito del ginecologo insegnare alla persona a controllare che i due fili pendano all’interno del collo dell’utero. Se ad esempio i due fili sono più lunghi del solito, la spirale potrebbe essersi spostata ed essere meno efficace.

Inoltre, devono essere effettuate delle visite periodiche dal ginecologo per verificare che non siano sorte infezioni e che la spirale sia al suo posto. Dopo l’inserimento, la prima visita va fatta dopo 3-6 settimane, dopodiché i controlli periodici sono ogni sei mesi.

Perché la spirale si sposta?

Ci sono alcuni fattori che possono portare allo spostamento della spirale, tra cui una recente gravidanza (è consigliato aspettare almeno 4 settimane dopo il parto), la presenza di fibromi uterini e un’età inferiore ai 20 anni.

Categorie Articolo: Ginecologia
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