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Dieta in gravidanza per la toxoplasmosi

La toxoplasmosi è un’infezione che può essere trasmessa alla donna in momenti in cui il suo sistema immunitario è instabile, come durante una gravidanza. La contrazione del parassita avviene di solito nelle prime settimane di gestazione.

La toxoplasmosi contagia anche il feto attraverso la placenta, causandone spesso la morte e quindi un aborto. Laddove l’esito non sia fatale, rischia comunque di causare deficit neurologici, neurocognitivi o corioretinite nel feto. Il contagio può verificarsi attraverso il contatto con le feci di gatto, l’ingerimento di frutta o verdura non lavate oppure da carni mangiate crude o poco cotte e contaminate da oocisti.

Toxoplasmosi in gravidanza: alimenti da evitare

Gli alimenti che sono più spesso implicati in casi di toxoplasmosi sono frutta e verdura cruda o mal lavata contaminata da oocisti, specialmente quella di orti frequentati da gatti. Le carni crude o poco cotte possono contenere oocisti, così come carni affumicate, salumi e insaccati poco stagionati (meno di 30gg).

Si consiglia il consumo di alimenti già pronti, ma bisogna prestare attenzione in questo casi alla cross-contaminazione. Si parla infatti di casi diretti o per contatto, quando vengono ingeriti alimenti che veicolano il patogeno, come nel caso di carne curda, pesce crudo o frutta e verdure non lavate bene. I casi di contagio indiretti invece riguarda l’uso di utensili o superfici di lavoro in cucina non pulite adeguatamente e contaminate, ad esempio, da un pregresso contatto con alimenti infettati.

In linea di massima per evitare di contrarre la toxoplasmosi in gravidanza è consigliabile:

  • cuocere bene la carne
  • cuocere bene le pietanze surgelate già pronte
  • lavare bene frutta e verdura, anche le insalate già preparate
  • proteggere i cibi da mosche e altri insetti
  • usare guanti di gomma per toccare carne cruda di qualsiasi tipo o per lavare la verdura
  • evitare il contatto con le mucose dopo aver toccato la carne cruda
  • lavare con acqua e sapone superfici, utensili da cucina e mani dopo che siano entrati a contatto con carni crude, pollame, pesce, frutta e verdure
  • usare guanti di gomma per lavorare la terra, così come qualsiasi altro materiale che potrebbe essere stato contaminato dalle feci di un gatto
  • se c’è un gatto in casa bisogna prestare attenzione a pulire quotidianamente la lettiera e buttare le feci fuori casa. Inoltre è opportuno indossare guanti durante tutte le attività inerenti al gatto se non è possibile delegarle direttamente. Anche il gatto dovrebbe evitare di ingerire carne cruda ed essere alimentato solo con cibi industriali, cotti o in scatola. È inoltre importante che non esca di casa e non venga a contatto con altri gatti.

Cibi anti toxoplasma e prevenzione

Se la madre ha già contratto la toxoplasmosi in realtà rischia di meno di contagiarsi nuovamente grazie allo sviluppo di anticorpi specifici originatesi in precedenza. Nel caso in cui invece la donna non abbia mai contratto la toxoplasmosi, deve fare attenzione alla dieta da seguire in gravidanza e soprattutto ad accorgimenti per evitare del tutto la possibilità anche remota di contagio. In breve si consiglia di:

  • alimentarsi solo con cibi sicuri e controllati
  • lavorare adeguatamente tutti i cibi da cucinare e ingerire
  • lavarsi sempre le mani prima di mangiare
  • delegare l’eventuale cura di un gatto e la pulizia della lettiera

Cibi da evitare in gravidanza

Durante la gravidanza per evitare di contrarre la toxoplasmosi non esiste una vera e propria dieta specifica, ma si può adattare una propria personale dieta alimentare evitando tutti quei cibi che potenzialmente potrebbero essere veicoli del parassita oppure contenere oocisti. A scopo preventivo, bisogna dunque evitare il consumo di:

  • carni crude, poco cotte o affumicate
  • carni pronte al consumo ma poco cotte come salsicce, porchetta, hot dog
  • insaccati crudi di genere e salumi freschi non stagionati, come il prosciutto crudo e i prodotti a livello familiare
  • verdure crude
  • pesce crudo, poco cotto o affumicato, come salmone, trota, merluzzo, sgombro
  • frutti di mare crudi o poco cotti
  • uova crude o poco cotte che possono veicolare anche la salmonella, come all’occhio di bue
  • salse, creme o piatti con uova crude o poco cotte, come la maionese fatta in casa o il tiramisù
  • latte crudo o non pastorizzato per evitare anche il rischio di listeriosi
  • formaggi poco stagionati a pasta molle prodotti con latte crudo o fermentati
  • formaggi stagionati e a pasta filata come Grana Padano e mozzarella
  • patè o creme di carne fresche

Verdure in gravidanza

Le verdure possono rappresentare un problema se sono venute a contatto, ad esempio, con le feci di un gatto e sono state contaminate così dal parassita. Pertanto è consigliabile, dopo il lavaggio con acqua corrente, di lasciare frutta e verdura in ammollo per 30 minuti e poi di risciacquare prima del consumo o della cottura. Altri consigli inerenti alle verdure:

  • Utilizza acqua corrente potabile o, per una maggiore efficacia, detergenti a base di cloro il bicarbonato invece è inefficace
  • Se utilizzi detergenti a base di cloro per lavare frutta e verdura, non limitarti all’ammollo nella soluzione di acqua e detergente, ma risciacqua comunque i prodotti con acqua corrente

Carne in gravidanza

Gli animali più esposti al contagio da toxoplasmosi sono maiale, agnello e selvaggina. Tra i vari tipi di bestiame allevato, in percentuale le infezioni sono maggiori per maiali, pecore, capre e polli.

Nel caso dei bovini, anche se contaminati dal patogeno, hanno una rapida e totale guarigione eliminando il parassita con le feci in poche settimane. Inoltre le cisti nella carne sono molto rare. Nel caso dei cavalli invece sembra che ci voglia più tempo perche sono anche più resistenti all’infestazione.

In linea di massima il toxoplasma potrebbe contagiare tutti gli animali a sangue caldo in base all’habitat, all’allevamento o alla dieta alimentare. Basta considerare ad esempio che gli animali all’aperto sono a rischio infezione più alto di quelli allevati al chiuso o in confinamento parziale. Quindi i polli allevati in confinamento, per la mancanza di esposizone all’esterno, potrebbero essere gli animali a più basso rischio di infezione, ma in questi casi si verificano più facilmente invece patologie di tipo batteriche e virali. Sicuramente la cottura delle carni aiuta a renderle meno rischiose e le cisti tessutali, già rare di per sé, non sono quasi presenti nelle carni di bufalo o manzo.

Toxoplasmosi terapia

Solitamente non c’è bisogno di curare un’infezione da toxoplasmosi. I sintomi regrediscono spontaneamente in poche settimane o mesi. Nel caso invece di toxoplasmosi in gravidanza per i rischi in cui può incorrere il feto è necessario intervenire in tempo tipicamente con una terapia antibiotica.

Per i bambini nati con una toxoplasmosi congenita il trattamento classico prevede una varietà di farmaci anti-toxoplasmosi nel corso del primo anno di vita. Se invece il bambino contrae l’infezione da toxoplasmosi da grande, la cura potrebbe durare anche solo dalle 4 alle 6 settimane. Potrebbe accadere che bambini con un sistema immunitario indebolito debbano essere ricoverati in seguito al contagio, mentre se hanno anche l’AIDS i farmaci anti-toxoplasmosi sono necessari a vita.

Categorie Articolo: Ginecologia, Gravidanza, Nutrizione, PMA
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