Tecarterapia

TECAR sta ad indicare Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo ovvero il modo in cui la Tecar-terapia trasferisce energia ai tessuti. Sinonimi possono essere “diatermia da contatto”, “diatermia a radiofrequenza” o “diatermia capacitiva resistiva”.

Come dice già il nome la Tecarterapia è una terapia che agisce somministrando energia ai tessuti. Le parole Capacitiva e Resistiva stanno ad indicare le modalità con cui può essere effettuata questa somministrazione. La Tecarterapia può essere inserita in tutti i piani terapeutici per la cura e il trattamento delle patologie legate a mani, spalle, ginocchia, gomiti, anca, colonna vertebrale ed eliminare con efficacia dolori articolari nei pazienti sportivi e non.

Tecarterapia: come funziona

In sostanza la Tecar si basa su questo principio: la microcircolazione è uno dei fattori più importanti per la auto-rigenerazione e la auto-riparazione dei tessuti. Uno dei modi migliori per stimolare la circolazione è quella di generare calore e la Tecarterapia fa esattamente questo: sfrutta la diatermia per generare calore nel punto specifico in cui è necessario agire.

“Diatermia” tradotto dal greco significa calore attraverso. Nel caso della Tecar si vuole indicare proprio un calore generato dall’interno. L’aspetto innovativo della Tecarterapia è proprio questo: è una termoterapia perché genera calore ma, a differenza di altre, il calore è endogeno. Si definisce così perché non è il macchinario a produrre il calore. L’energia che la macchina emana e direziona stimola i tessuti così da far produrre a loro il calore.

Quando invece il calore viene prodotto direttamente dal macchinario, come nel caso della Laserterapia e della termoterapia a raggi infrarossi, si dice che il calore è esogeno (viene dall’esterno). La differenza tra calore endogeno ed esogeno nell’approccio terapeutico è importante ed è compito del professionista che prescrive la terapia capire quando è più indicato uno o l’altro metodo.

Descritto così il processo è molto semplificato ma aiuta a capire come mai la Tecarterapia è così efficace e perché spesso ortopedici e fisiatri la consigliano come primo approccio di cura. È abbastanza comune infatti, che il paziente inizi con un ciclo di Tecarterapia per poi passare alla terapia manuale o agli esercizi di riabilitazione.

A cosa serve la tecarterapia?

In ambito medico, la Tecarterapia trova largo impiego nel recupero da infortuni, quali distorsioni, lesioni tendinee, tendiniti, borsiti, esiti di traumi ossei, distrazioni legamentose e problemi articolari; nel trattamento di patologie muscolari e osteoarticolari, come contratture, stiramenti e strappi muscolari, miositi, lombalgie, sciatalgie, artrosi e infiammazioni osteoarticolari; nei programmi riabilitativi post-operatori, come per esempio dopo gli interventi chirurgici per l’inserimento di una protesi.

Le zone anatomiche del corpo umano che meglio si prestano al trattamento tramite Tecar sono ginocchio, spalla, anca, caviglia, piede, mano, polso e colonna vertebrale.

Usi più comuni della Tecarterapia:

  • contratture, stiramenti o strappi
  • contusioni o edema
  • lombalgie, dorsalgie, cervicalgie
  • tendinite e tenosinovite della spalla, della mano, del polso o tendinite achillea
  • tendinopatie inserzionali, capsulite adesiva
  • epicondilite, epitrocleite
  • rizoartrosi
  • coxartrosi, borsite, pubalgia
  • condropatia rotulea, gonartrosi
  • lesioni traumatiche dei legamenti crociati anteriore e posteriore
  • distorsioni e fratture
  • fascite plantare
  • riabilitazione post-chirurgica

Come si svolge una seduta

Prima di iniziare una classica seduta di Tecarterapia, il terapeuta invita il paziente a togliersi eventuali indumenti che coprono la zona da trattare e ad accomodarsi su un apposito lettino reclinabile in modo da facilitare i passaggi successivi.

Una volta che il paziente è pronto, quindi, posiziona la cosiddetta piastra fissa sul lato di corpo umano opposto all’area bisognosa di cure e, su quest’ultima, applica una sostanza gelatinosa, che serve a facilitare il massaggio per mezzo della piastra mobile e a migliorarne la qualità degli effetti della Tecar.

Solo dopo il collocamento della piastra fissa e l’applicazione della sostanza gelatinosa, può avere inizio il massaggio terapeutico tramite piastra mobile; poiché tale massaggio comporta un aumento della temperatura endogena, il terapeuta ha l’obbligo di sincerarsi, interrogando direttamente il paziente, che tale aumento non sia tale da risultare doloroso.

Al termine del massaggio, il terapeuta pulisce dalla sostanza gelatinosa, tramite della carta apposita, l’area del corpo del paziente sottoposta a trattamento; a questo punto, il paziente può rivestirsi e fare immediato ritorno a casa.

Tecarterapia: benefici

I benefici della Tecarterapia sono preziosi per il ripristino della salute. La Tecar può essere sfruttata per molte diverse patologie e può portare ottimi risultati già dopo poche sedute. Il vantaggio principale, come abbiamo detto, è che riesce a ridurre l’infiammazione dei tessuti e quindi il dolore in fase acuta. Risultato che si ottiene con una terapia non invasiva.

La Tecarterapia in tutti questi casi aiuta non solo a diminuire i tempi del recupero funzionale ma stimola ed accelera un vero e proprio processo di ripristino dei tessuti lesionati. Un contributo davvero importante per la salute del paziente.

È importante specificare però che non sempre la Tecar da sola può risolvere il problema. Nella maggior parte dei casi il massimo beneficio della terapia si raggiunge quando la si associa alla kinesiterapia ed alla terapia manuale.

In questa prospettiva la Tercarterapia diventa davvero un ottimo strumento di riequilibrio e benessere del sistema corpo.

Tecarterapia: controindicazioni

La Tecarterapia non presenta particolari controindicazioni. Le sole persone a cui i medici raccomandano precauzione (e magari il consulto di uno specialista) sono i soggetti portatori di pacemaker, gli individui insensibili alle alte temperatura e le donne in gravidanza.

Un professionista sa che la terapia va evitata in caso di:

  • angina e importanti disfunzioni cardio-vascolari
  • tromboflebiti
  • tumori
  • pacemaker e impianti attivi in generale
  • impianti ferromagnetici.)

In tutti i casi comunque la Tecarterapia può essere utilizzata per trattare le zone lontane dall’area coinvolta dalla controindicazione.

Tecar in gravidanza?

La tecar in gravidanza non può essere utilizzata. Le stimolazioni dovute alle radiofrequenze emanate dalla tecar potrebbero alterare il naturale sviluppo del feto ed essere causa di malformazioni nel neonato. Dunque, si ritiene che lo stimolo biologico prodotto da una tecar in gravidanza possa influenzare la normale crescita del bambino.

Tecarterapia cervicale

Negli ultimi 10 anni la Tecarterapia si è trasformata in uno dei trattamenti più prescritti nei pazienti con cervicalgia. Questa terapia è molto indicata nel torcicollo, nelle sindromi miofasciali dolorose e nella cervicalgia muscolo-tensiva, soprattutto grazie all’effetto di rilassamento muscolare, di aumento della temperatura della zona corporea e di diminuzione della resistenza e viscosità del tessuto muscolare e connettivo: per tali disturbi è consigliabile l’utilizzo della tipologia capacitiva, agente soprattutto sui tessuti molli. La Tecarterapia viene indicata anche nella cervico-brachialgia caratterizzata da sintomi come formicolio, dolore irradiato alle spalle e intorpidimento delle braccia.

L’efficacia della Tecarterapia è legata alla natura del problema cervicale: sui dolori cervicali che hanno origine dalla muscolatura, la Tecarterapia è molto più veloce in termini di tempi di recupero rispetto a quelle patologie che nascono da problemi osteo-articolari, per le quali sono necessarie sicuramente più sedute, integrate anche con altre terapie strumentali o con tecniche di rieducazione posturale.

Tecar schiena

Tra le cure più efficaci contro il dolore acuto c’è la Tecar, terapia fisica che utilizza due placche da posizionare sulle aree della schiena che fanno male. Le placche emettono una corrente elettrica non percepibile che genera calore in modo da scaldare i tessuti in profondità. Migliora la circolazione, facilita la riduzione dell’infiammazione, rilassa i muscoli contratti e, alla lunga, aiuta l’organismo a riparare i piccoli danni subiti dalla colonna.

Tecar pubalgia

L’energia della tecarterapia Winback può essere utilizzata per ridurre la tensione dei adduttori, dello psoas e dei muscoli addominali. Per questo, ad esempio, si può procedere ad un massaggio dei muscoli adduttori prima di continuare posizionando un elettrodo sull’inserzione inguinale e l’altro per eseguire il massaggio degli adduttori insistendo sul inserimento distal. I braccialetti possono quindi essere utilizzati allo scopo di rilasciare le tensioni dello psoas e l’inserimento inguinale degli addominali.

Il prossimo passo è lavorare sul rinforzo eccentrico degli adduttori tra diversi esercizi. Un elettrodo adesivo viene posizionato sugli adduttori destro e sinistro e sulla piastra di ritorno addominale. Il paziente esegue quindi una serie di movimenti eccentrici degli adduttori.

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