IUD - contraccettivo spirale
Tempo di lettura: 6,7 min

Spirale intrauterina: a cosa serve, vantaggi e controindicazioni

I metodi contraccettivi di cui ogni donna può usufruire sono diversi: in base alle proprie esigenze può scegliere la tradizionale piccola anticoncezionale, così come la spirale intrauterina. Quest’ultima, conosciuta anche come spirale anticoncezionale o spirale contraccettiva, è un dispositivo reversibile, altamente efficace e con una lunga durata di azione.

Cos’è la spirale intrauterina?

Appositamente progettata per essere inserita all’interno dell’utero, la spirale contraccettiva consiste in un piccolo dispositivo che previene il concepimento; può avere forme e dimensioni variabili e la sua copertura varia dai 3 ai 5 anni.

Questa tipologia di contraccettivo è noto anche come IUD, acronimo anglosassone di Intrauterine Device.

Tipologie di spirale intrauterina

In commercio esistono diverse tipologie di spirale contraccettiva, ma in linea di massima le principali sono due: spirale in rame e spirale ormonale. Entrambe vengono poste all’interno dell’utero e, dopo la rimozione, viene meno la loro efficacia anticoncezionale, sono molto più efficaci di altri contraccettivi ma non proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili e hanno una tipica forma a T. Eccole nel dettaglio:

Spirale intrauterina ormonale

La spirale contraccettiva ormonale rilascia una leggera quantità di progestinico nell’utero, che ispessisce il muco cervicale localizzato a livello della cervice e diminuisce la probabilità che lo sperma riesca a penetrarvi.

Al contempo, rende più sottile il rivestimento dell’utero, in modo da renderlo meno favorevole all’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato. In alcune donne, il progestinico è in grado anche di impedire l’ovulazione, mentre molte donne continuano a ovulare normalmente.

Spirale intrauterina in rame

La spirale contraccettiva in rame, invece, rilascia piccole quantità di quest’ultimo elemento che, cambiando la composizione dei fluidi presenti nelle tube di Falloppio e nell’utero, crea uno stato infiammatorio asettico che impedisce agli spermatozoi di sopravvivere. Inoltre, può impedire l’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato.

IUD - contraccettivo spirale

Come si inserisce la spirale intrauterina?

La spirale contraccettiva deve essere inserita e rimossa solo dal ginecologo che, prima di procedere, sottopone la paziente a un esame ginecologico approfondito, che comprende:

  • anamnesi completa;
  • esami per escludere la presenza di infezioni;
  • ecografia transvaginale.

Se i risultati lo permettono, allora il ginecologo fissa il giorno dell’inserimento della spirale; questo è preferibile che avvenga durante la mestruazione. Di solito, si preferisce applicarla nei primi 7 giorni del ciclo mestruale, in modo che sia efficace fin da subito.

L’inserimento della spirale intrauterina è un procedimento ambulatoriale, che richiede pochi minuti:

  • la paziente si accomoda sul lettino ginecologico, assumendo la classica posizione con gambe divaricate;
  • tramite uno speculum, il ginecologo apre la vagina per inserire la spirale;
  • la spirale è riposta all’interno di un tubicino, che il ginecologo spinge prima nella vagina, poi nella cervice e infine nell’utero.

Una volta inserita la spirale, il ginecologo rimuove il tubicino e perfeziona il posizionamento all’interno dell’utero.

Dopo l’applicazione, la paziente potrebbe avere piccoli fastidi e qualche episodio di spotting, il che non deve allarmare perché rientra nella norma.

La rimozione del dispositivo può avvenire in qualsiasi momento, oppure si può attendere il termine della sua efficacia (del tutto variabile).

Come si inserisce la spirale intrauterina?

L’inserimento della spirale fa male?

La procedura di inserimento della spirale intrauterina è sicuramente fastidioso e, in alcuni casi, può anche essere doloroso. Il disagio, solitamente, non dura più di 15-20 minuti, ma alle donne che hanno una soglia del dolore molto bassa viene consigliata l’assunzione di antidolorifici sia prima, sia dopo l’inserimento.

Tendenzialmente, le pazienti che hanno già partorito riescono a tollerare meglio il dolore.

Si può usare la spirale contraccettiva dopo la gravidanza?

Sì, è possibile ricorrere alla spirale intrauterina dopo la gravidanza, a patto che siano trascorse almeno 4 settimane dal parto (a prescindere sia stato naturale o cesareo). Nell’attesa, la paziente deve utilizzare un contraccettivo alternativo se vuole evitare ulteriori concepimenti.

Come si controlla il posizionamento della spirale anticoncezionale?

Il controllo del posizionamento della spirale contraccettiva può essere eseguito in modo autonomo o da parte del ginecologo: nel primo caso, la paziente può monitorare la posizione del dispositivo tramite i due fili a esso collegati e che pendono all’interno del collo dell’utero; nel secondo caso, invece, è il medico stesso a controllare il posizionamento, approfittando dell’incontro per valutare l’eventuale presenza di anomalie e/o infezioni post-applicazione.

In genere, i controlli ginecologici andrebbero eseguiti ogni 6 mesi.

IUD - Spirale intrauterina

La spirale intrauterina può essere usata da chiunque?

La risposta è NO, non tutte le donne possono utilizzare la spirale come metodo contraccettivo, e questo dipende da numerosi fattori. Di sicuro è controindicato in caso di:

  • malattia trasmessa sessualmente in fase attiva;
  • malattia infiammatoria pelvica;
  • presenza di fibromi o anomalie uterini;
  • sanguinamenti anomali.

Le pazienti che hanno precedenti di aborto o di gravidanza extrauterina devono essere valutate caso per caso, così come le donne con valvola aortica artificiale. Al contempo è sconsigliata l’applicazione della spirale durante l’allattamento.

Altri casi in cui sarebbe opportuno valutare un rimedio contraccettivo alternativo sono:

  • tumore al seno (superato o in corso);
  • tumore alla cervice;
  • malattia epatica;
  • precedente ictus, cardiopatia o arteriopatia.

La spirale contraccettiva ha effetti collaterali?

Come tutti i farmaci e tutti i rimedi contraccettivi, anche la spirale intrauterina potrebbe comportare tutta una serie di effetti collaterali, soprattutto se si sceglie la tipologia ormonale. I principali sono:

  • mal di testa;
  • acne e/o pelle grassa;
  • dolore addominale e/o pelvico;
  • alterazione del ciclo mestruale;
  • sviluppo di cisti ovariche;
  • vulvovaginite, cioè infiammazione degli organi genitali esterni e della vagina;
  • nausea;
  • fastidio e/o dolore al seno;
  • tensione mammaria;
  • caduta dei capelli;
  • secrezione genitale.

Quali sono i vantaggi della spirale anticoncezionale?

A fronte dei numerosi effetti collaterali, bisogna sottolineare che l’utilizzo della spirale intrauterina comporta alle pazienti che la scelgono un gran numero di vantaggi:

  • quasi tutte le donne possono usarla, anche se non hanno mai avuto gravidanze;
  • non è visibile dall’esterno;
  • dopo l’inserimento permette di vivere liberamente la propria vita sessuale per anni;
  • non richiede l’interruzione del rapporto sessuale;
  • non incide sulle attività quotidiane;
  • è altamente efficace;
  • è reversibile.

La spirale intrauterina in rame, tra l’altro, non interagisce con altri farmaci. Per quanto riguarda la tipologia ormonale, invece, si può aggiungere che:

  • è un rimedio per mestruazioni abbondanti e dolorose;
  • è una valida alternativa per tutte le donne che non possono assumere estrogeni (presenti in quasi tutte le pillole contraccettive).

Si può rimanere incinta con la spirale intrauterina?

Come più volte sottolineato, la spirale è un metodo contraccettivo molto efficace; le tipologie in rame hanno una probabilità di fallimento dello 0,8%, mentre i dispositivi ormonali di appena lo 0,2%.

Detto ciò, potrebbe anche succedere che una donna rimanga incinta nonostante la presenza della spirale, ma la probabilità è davvero irrisoria e potrebbe essere legata, al massimo, a un malposizionamento del dispositivo.

Quali sono gli svantaggi della spirale intrauterina?

Se la spirale contraccettiva vanta un gran numero di vantaggi può, d’altra parte, comportare una serie (limitata) di svantaggi:

  • con la spirale in rame le mestruazioni potrebbero essere più intense e dolorose, anche se solo nel primo periodo;
  • si tratta di un contraccettivo che non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili quindi, in caso di rapporti occasionali, è sempre opportuno utilizzare il preservativo.

Nello specifico della spirale ormonale, poi, si può aggiungere che:

  • alcune donne non riescono a tollerare il cambiamento della regolarità delle mestruazioni che, in alcuni casi, spariscono del tutto;
  • può provocare mal di testa, acne e tensione al seno;
  • può essere causa di sviluppo di cisti ovariche, ma è molto raro.

Esistono rischi e complicazioni?

I rischi legati all’uso della spirale anticoncezionale sono davvero pochi e rari e, nel caso in cui dovessero insorgere, lo farebbero già nel corso del primo anno di utilizzo. Potrebbero eccezionalmente verificarsi:

  • perforazione e danni dell’utero (meno di 1 donna su 1000);
  • malattia infiammatoria pelvica (meno dell’1% delle donne);
  • espulsione dell’utero (nel 5% dei casi nel primo anno di utilizzo);
  • gravidanza ectopica.

In ogni caso, se la paziente dovesse non tollerare più il dispositivo o dovesse accorgersi che il suo stato di salute sia stato o possa essere compromesso, è sempre possibile rimuovere la spirale in qualsiasi momento.

Categorie Articolo: Ginecologia

Hai un dubbio ?
Vuoi un chiarimento ?

Chiedi a un medico di rispondere a una tua domanda