Tendinite della spalla
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Tendinite della spalla: cause, sintomi e rimedi

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Differenze tra infiammazione e lesione e i diversi approcci terapeutici in base alla diagnosi

Una condizione molto comune che interessa un gran numero di persone, soprattutto gli sportivi e coloro che svolgono lavori che richiedono l’uso costante e ripetitivo delle braccia, è la tendinite alla spalla.

Solitamente, è conseguenza di un sovraccarico o di un overuse dell’articolazione, ai quali possono contribuire molti altri fattori. Quando insorge, comporta dolore, riduzione della forza, difficoltà di movimento e, in alcuni casi, disturbi del sonno.

Se si tratta di una tendinopatia della spalla lieve, allora è possibile intervenire con tecniche fisioterapiche e trattamenti conservativi; in presenza, invece, di lesioni o lacerazioni, l’unica strada percorribile è quella della chirurgia.

In ogni caso, la ripresa da parte del paziente è quasi sempre totale e, di norma, è possibile tornare alle attività quotidiane e sportive in breve tempo.

Anatomia della spalla

La spalla è la regione del corpo dove si incontrano tre ossa molto importanti: scapola, clavicola e omero. É punto di collegamento tra il braccio e il tronco e comprende svariati muscoli, un gran numero di tendini e legamenti e cinque articolazioni, tra cui la più complessa è sicuramente la gleno-omerale o scapolo-omerale.

Cuffia dei rotatori

L’articolazione gleno-omerale comprende un importante complesso muscolo tendineo, cioè la cuffia dei rotatori, incaricata di stabilizzare la stessa articolazione e di consentire al braccio di muoversi liberamente. Nello specifico, la cuffia dei rotatori è composta da quattro muscoli e dai loro rispettivi tendini:

  • muscolo sovraspinato, sopraspinato o sovraspinoso;
  • muscolo sottoscapolare;
  • muscolo sottospinato o infraspinato;
  • muscolo piccolo rotondo.

Tendine del capo lungo del bicipite brachiale

Il bicipite, il cui nome completo è tendine del capo lungo del bicipite brachiale, consiste in un’altra struttura tendinea che garantisce stabilità all’articolazione gleno-omerale della spalla. In particolare, la sua funzione deriva dalla sua posizione, dato che si inserisce nel margine superiore del labbro glenoideo della scapola, un punto nevralgico dell’articolazione stessa.

Quali sono le cause della tendinite alla spalla?

All’origine della tendinite alla spalla possono esserci diverse cause che, a volte, possono anche essere combinate tra loro. Nella maggior parte dei casi, la condizione è dovuta a:

  • sovraccarico funzionale dell’articolazione gleno-omerale;
  • calcificazione dei tendini articolari;
  • lacerazione parziale o totale di un tendine;
  • schiacciamento del tendine del muscolo sovraspinato.

Eccole più nel dettaglio:

Tendinite alla spalla causata da sovraccarico funzionale

Quando si ripete continuamente lo stesso movimento sfruttando l’articolazione gleno-omerale, è possibile che qualche tendine della cuffia dei rotatori o del capo lungo del bicipite si irriti; in questo caso, si parla di tendinite della spalla da sovraccarico funzionale, oppure di sindrome da sovraccarico funzionale della spalla.

Il più delle volte, il movimento che causa l’irritazione del tendine consiste in un gesto poco naturale o eseguito in modo scorretto; a volte, può incidere anche uno scompenso muscolare: un muscolo debole e incapace di adempiere alle proprie funzioni porta un muscolo “più forte” a compensare il carico e, quindi, a infiammarsi a causa di un sovraccarico.

Tendinite alla spalla causata da calcificazione tendinea

Quando i depositi di calcio si accumulano su uno o più tendini dell’articolazione gleno-omerale si parla di tendinite della spalla da calcificazione tendinea, conosciuta anche come tendinite calcifica della spalla. I depositi di calcio riducono la mobilità e l’elasticità dei tendini coinvolti che, diventando più rigidi, tendono a infiammarsi quando sollecitati.

I fattori che favoriscono l’accumulo di questi depositi sono l’invecchiamento e i fattori meccanici, come la pressione che un braccio sollevato sopra la testa esercita sui tendini articolari.

Tendinite alla spalla causata da lacerazione parziale o totale

La tendinite della spalla da lacerazione, di norma, interessa un tendine della cuffia dei rotatori, dato che le sue strutture tendinee sono più fragili. Solitamente, la lacerazione è graduale e aumenta con il continuo ripetersi di un movimento sbagliato che va a incidere sulle fibre tendinee. In casi più rari, invece, la lacerazione è la conseguenza di un evento traumatico acuto, capace cioè di strappare le fasce tendinee.

Tendinite alla spalla causata da schiacciamento del tendine del sopraspinato

Infine, la tendinite del muscolo sovraspinato si verifica a seguito di traumi, squilibri muscolari, posture errate o altre cause che riducono lo spazio subacromiale (dove transita il tendine) fino a quando la testa dell’omero e l’acromion non vanno inevitabilmente a comprimere il tendine del sovraspinato. Quest’ultimo, per via della compressione, si infiamma sfociando in tendinite.

Fattori di rischio della tendinite della spalla

Le cause finora elencate sono le più diffuse e le più comuni; tuttavia, esistono numerosi fattori di rischio che possono contribuire all’infiammazione di un tendine e innescare una tendinite più o meno acuta:

  • età avanzata;
  • ripetere continuamente e in modo prolungato movimenti errati;
  • dormire sempre sullo stesso fianco;
  • praticare sport che sollecitano notevolmente l’articolazione gleno-omerale, come baseball, pallanuoto, nuoto e tennis;
  • svolgere un’attività lavorativa che richiede di sollevare verso l’alto o tenere distese in avanti le braccia, come il manovale e il carpentiere;
  • subire un infortunio traumatico alla spalla.

Quali sono i sintomi della tendinite della spalla?

La tendinite alla spalla porta con sé un quadro sintomatologico molto vasto, che comprende sintomi diversi e abbastanza riconoscibili:

  • dolore alla spalla durante i movimenti, soprattutto quelli di flessione e di abduzione;
  • gonfiore della spalla nella parte laterale o anteriore;
  • dolore alla spalla in occasione di movimenti intrarotatori ed extrarotatori del braccio;
  • fitte improvvise e dolorose alla spalla, in particolare con l’elevazione, l’abduzione e l’abbassamento del braccio;
  • rumore durante il movimento della spalla interessata;
  • rigidità articolare della spalla;
  • dolore notturno, talmente intenso da non poter dormire;
  • riduzione di forza e mobilità del braccio interessato.

La tendinite della spalla comporta complicazioni?

La tendinite alla spalla in sé non prevede complicazioni, ma trascurarla e non trattarla adeguatamente comporta un aggravamento dell’infiammazione: più quest’ultima diventa acuta e più, ovviamente, la sintomatologia peggiora.

Inoltre, più tempo passa e più diventa difficile curare una tendinite. L’intervento tempestivo è, quindi, fondamentale.

Come si diagnostica la tendinite della spalla?

Per riconoscere e accertare la presenza di una tendinite della spalla non basta analizzare solo i sintomi, ma occorre approfondire con specifiche indagini diagnostiche. Le principali sono:

  • esame obiettivo: il medico pone alcune domande al paziente per conoscere la sintomatologia e risalire a una probabile causa scatenante;
  • anamnesi: si individua la causa dell’infiammazione e i vari fattori che hanno contribuito;
  • risonanza magnetica nucleare: consente di scoprire quali siano le strutture tendinee infiammate, irritate o lacerate.

Per ottenere una diagnosi ancora più certa, il medico potrebbe richiedere anche un’ecografia e una radiografia della spalla. Risalire alla vera causa, infatti, è indispensabile per definire la terapia più adeguata.

A chi bisogna rivolgersi in caso di tendinite alla spalla?

Il medico specialista esperto in tendinite alla spalla è l’ortopedico (o traumatologo) che, dopo aver individuato la causa e analizzato i vari sintomi, può decidere di indirizzare il paziente verso un fisioterapista per l’iter terapeutico.

Come si cura la tendinite della spalla?

Di fronte a una tendinite alla spalla i medici, solitamente, iniziano con un trattamento di tipo conservativo, lasciando l’intervento chirurgico solo come ultima spiaggia. In pratica, si dà precedenza a rimedi non invasivi e, solo se questi falliscono, si procede con la chirurgia. Questa scelta deriva dal fatto che, nonostante le tecniche chirurgiche siano in continua evoluzione e in costante miglioramente, è sempre preferibile mantenere la normale anatomia articolare.

Ovviamente, non sempre questo è possibile e a determinare la scelta finale del medico concorrono diversi fattori, in primis la gravità della condizione del paziente: se si ha a che fare con una tendinite alla spalla molto grave, causata da un evento traumatico acuto che ha causato la lacerazione di un o più tendini, allora tentare con l’approccio conservativo è praticamente inutile e conviene passare direttamente a quello chirurgico.

Trattamento conservativo per la tendinite della spalla

Se il paziente mostra una tendinite della spalla lieve, che non presenta lacerazioni, allora è possibile iniziare intanto con un approccio conservativo. Quest’ultimo, di norma, prevede:

  • riposo funzionale: bisogna astenersi dal compiere tutti quei movimenti che provocano dolore alla spalla, soprattutto nella fase iniziale, quando il dolore è particolarmente acuto;
  • applicazione di ghiaccio: la crioterapia ha azione antinfiammatoria, ma affinché sia efficace è opportuno ripetere gli impacchi di ghiaccio almeno 4-5 volte al giorno per circa 15-20 minuti consecutivi;
  • assunzione di FANS: i farmaci antinfiammatori non steroidei o, in alternativa, le iniezioni di corticosteroidi sono molto utili per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione;
  • fisioterapia: è indispensabile nella maggior parte dei casi, perché propone una serie di esercizi che puntano a ristabilire la mobilità dell’articolazione gleno-omerale e dei muscoli collegati, rinforzandoli.

Per rendere ancora più efficaci questi rimedi conservativi, il medico potrebbe avvalersi anche di terapie strumentali di ultima generazione, come:

  • ultrasuoni;
  • tecarterapia;
  • ionoforesi;
  • TENS (stimolazione elettrica nervosa transcutanea).

Trattamento chirurgico per tendinite della spalla

Il paziente che presenta una tendinite alla spalla grave, segnata da lacerazioni del tendine totali o parziali, deve necessariamente ricorrere all’intervento chirurgico. In questo caso, si opta prevalentemente per l’artroscopia, una tecnica chirurgica mininvasiva ideata appositamente per osservare e riparare le articolazioni: si realizzano 2-3 piccolissime incisioni cutanee sulla zona di interesse e tramite l’artroscopio, uno strumento dotato di luce e telecamera, si esegue l’operazione.

Dopo l’intervento, il paziente deve osservare un periodo di riposo per poi iniziare un programma riabilitativo di qualche settimana. La riuscita dell’operazione, infatti, non dipende solo dalla bravura del chirurgo, ma anche e soprattutto dall’attenzione prestata dal paziente nel post intervento: prima si inizia la riabilitazione e prima si può guarire del tutto.

La fisioterapia, inoltre, è importante per recuperare la piena mobilità della spalla e per rinforzare sia il tendine gleno-omerale, sia i muscoli correlati, un aspetto indispensabile soprattutto per gli sportivi.

Si può prevenire la tendinite della spalla?

Prevenire la tendinite alla spalla non è sempre possibile: gli eventi traumatici, purtroppo, non si possono prevedere, dato che accadono all’improvviso e difficilmente si possono evitare eventuali conseguenze; le condizioni meno gravi però, possono essere prevenute facendo attenzione ad alcune abitudini quotidiane:

  • gli sportivi dovrebbero sempre riscaldarsi adeguatamente prima di allenarsi o di partecipare a una gara;
  • gli allenamenti dovrebbero essere sempre ben organizzati, inserendo nel programma almeno una settimana di scarico che consenta all’articolazione gleno-omerale di riposare;
  • chi svolge attività lavorative usuranti per la spalla dovrebbe sempre fare delle pause nel corso della giornata;
  • coloro che trascorrono diverse ore davanti al pc dovrebbero organizzare la postazione in modo da assumere una postura corretta con spalle, mani, gomiti, testa e arti inferiori;
  • durante la notte è consigliato evitare di dormire solo ed esclusivamente su un fianco.

Tendinite della spalla e domande frequenti

Cos’è la periartrite della spalla?

La periartrite della spalla è un insieme di possibili diagnosi, dato che indica uno stato infiammatorio delle strutture e dei tessuti della spalla che necessita di essere approfondito.

Quando si può verificare una lesione?

Una lesione del tendine può essere di natura traumatica o degenerativa. Tramite gli opportuni accertamenti è possibile risalire alla causa scatenante e seguire la terapia più indicata.

Quando si può sospettare una lesione della cuffia dei rotatori?

Generalmente, una lesione della cuffia dei rotatori comporta la limitazione dolorosa dei movimenti della spalla e del braccio e una graduale perdita di forza. Tuttavia, non tutte le lesioni provocano sintomi, quindi alcune condizioni vengono diagnosticate dopo molto tempo.

Si può fare sport con una lesione della cuffia dei rotatori?

Sì, è possibile continuare a fare sport nonostante una lesione della cuffia dei rotatori, ma è consigliato evitare di compiere quei movimenti che prevedono l’uso del braccio sopra il livello della spalla.

Si può guarire da una lesione della cuffia dei rotatori con la fisioterapia?

No, una lesione non può guarire e non si ripara, semplicemente nel tempo di ritrae. La fisioterapia, quindi, può aiutare nel ridurre il dolore e migliorare la sintomatologia che, in alcuni casi, può anche scomparire del tutto; questo, però, non vuol dire che la lesione sia scomparsa.

Una lesione della cuffia dei rotatori può peggiorare?

Sì, una lesione della cuffia dei rotatori peggiora per natura: il tendine si ritrae, la lesione si amplia e il muscolo collegato al tendine lesionato degenera.

È preferibile operare in artroscopia o con la chirurgia tradizionale?

Al giorno d’oggi è consigliato operare in artroscopia, una tecnica che consente di raggiungere gli stessi risultati della chirurgia tradizionale rivelandosi minimamente invasiva.

Cos’è la “spalla del lanciatore”?

La spalla del lanciatore è quella degli atleti che praticano sport come pallavolo, pallanuoto, tennis e baseball che, nel tempo, si modifica per via dello stress derivante dalla ripetizione del gesto atletico del lancio (appunto). In pratica, si crea una contrattura della capsula al versante posteriore e si usurano il labbro glenoideo e la cuffia dei rotatori.

Il dolore alla spalla indica infiammazione o lesione?

Il dolore è poco indicativo, bisogna fare attenzione alla sua permanenza: quando si tratta di semplice infiammazione, infatti, la sensazione dolorosa sparisce in poco tempo e lascia il posto a una limitazione delle funzionalità. Diversamente accade per la lesione, che comporta impossibilità di movimento e gonfiore. Tuttavia esistono delle eccezioni, quindi è opportuno rivolgersi al medico.

Si può avere una lesione o rottura anche se la spalla si muove senza problemi?

Sì, è assolutamente possibile; le lesioni di questo tipo, che non comportano alcun sintomo e/o problema, vengono definite bilanciate o compensate.

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