Sifilide: cosa sapere su questa infezione a trasmissione sessuale
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Sifilide: cosa sapere su questa infezione a trasmissione sessuale

La sifilide è una patologia che fa parte delle malattie sessualmente trasmissibili, e che può colpire indistintamente sia uomini che donne. Proprio per questo, è importante conoscerne le caratteristiche principali per poter attuare le giuste pratiche di prevenzione e controllo, garantendo a sé stesse e al proprio partner una buona salute sessuale e generale.

Sifilide cos’è e come si trasmette

Prima di entrare nel dettaglio di questa patologia, è importante avere ben chiaro che cos’è la sifilide e come si prende. La sifilide è un’infezione molto diffusa causata dal batterio Treponema pallidum, che può entrare nel corpo attraverso lesioni mucose o pelle danneggiata.

Sifilide, come si trasmette?  La trasmissione della sifilide avviene nella maggior parte dei casi attraverso il rapporto sessuale sia vaginale che anale non protetto. La trasmissione attraverso la saliva è rara, ma non impossibile.

Chi riceve un rapporto orale è a rischio? È importante ricordare che anche il sesso orale può aumentare il rischio di contrarre la sifilide, poiché il batterio può essere presente nelle lesioni o nelle mucose infette.

Allo stesso tempo, la trasmissione può avvenire anche da madre a figlio: durante la gravidanza attraverso il sangue materno infetto, oppure durante il parto. In casi ormai molto rari, il contagio potrebbe però derivare anche dalla trasfusione di sangue infetto.

Inoltre, anche se la sifilide tende a colpire maggiormente le aree genitali, talvolta può interessare anche altre parti del corpo, tra cui la zona orale. A seconda dei casi potremmo quindi parlare di sifilide genitale o sifilide orale (che può comprendere sia sifilide bocca che sifilide lingua o in altre parti del cavo orale). Tutte manifestazioni dello stesso batterio.

Quanto è diffusa la sifilide in Italia?

L’infezione è molto diffusa in tutto il mondo, e secondo gli studi condotti pare che dal 1999 siano state infettate dalla sifilide oltre 12 milioni di persone. Per ciò che riguarda nello specifico l’Italia, possiamo fare riferimento alla ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità italiano nel 2020. Da tale studio è emerso che, dal 1991 al 2017, sono stati segnalati 8.019 nuovi casi di sifilide.

Un aggiornamento del 2022, afferma poi che nel 2018 sono stati segnalati 1.526 casi di sifilide pari a un’incidenza di 2,5 casi per 100.000 abitanti. Pare, ad ogni modo, che il trend sia in decremento sia per gli uomini che per le donne.

Quanto è pericolosa la sifilide?

La sifilide può essere una malattia pericolosa se non viene diagnosticata e trattata tempestivamente. Il pericolo della sifilide deriva, infatti, dalla sua capacità di progredire attraverso vari stadi e causare danni agli organi interni, al sistema nervoso e ad altri sistemi del corpo. La pericolosità dipende dunque da diversi fattori come la fase della malattia, complicazioni a lungo termine, presenza di altre infezioni e una diagnosi precoce o meno.

In altre parole, cosa succede se hai la sifilide? La prima cosa da fare è mantenere la calma e consultare uno specialista. A quel punto verranno fornite tutte le informazioni necessarie per curare l’infezione.

Ciò che è certo, è che la tempestiva diagnosi e il trattamento corretto sono fondamentali per evitare le gravi conseguenze della malattia. Consultare un professionista è cruciale per ricevere indicazioni specifiche e affrontare adeguatamente l’infezione.

Quali sono i sintomi della sifilide?

Dopo un primo esordio asintomatico, la sifilide può causare sintomi che possono variare a seconda dello stadio dell’infezione. In genere si distinguono quattro diverse fasi (o stadi) della sifilide, caratterizzati da sintomi specifici:

  • Sifilide primaria (dopo circa 3 settimane dal contagio): in questa fase tendono a comparire delle lesioni non dolorose, chiamate sifilomi, nelle sedi dell’infezione (vulva, vagina, pene, ano, retto, cervice, gola, faringe, lingua, gengive, labbra, dita o altre parti) che successivamente tendono ad ulcerarsi;
  • Sifilide secondaria o disseminata (dopo 3-6 settimane dalla comparsa del sifiloma): è possibile sperimentare sintomi come ingrossamento dei linfonodi, cefalea, astenia, malessere generale, macchie rosse diffuse, eruzioni cutanee pruriginose, alopecia e febbre;
  • Sifilide latente (dopo la regressione della fase secondaria): in questa fase i sintomi scompaiono nonostante la permanenza dell’infezione e per diagnosticarla occorre un test sierologico;
  • Sifilide terziaria o tardiva sintomatica: è la fase più grave durante la quale possono comparire forti manifestazioni cutanee, nervose, viscerali e cardiovascolari. Nei casi veramente gravi, questa fase potrebbe portare anche alla morte.

Come si manifesta la sifilide in un uomo? I sintomi della sifilide sono gli stessi sia negli uomini che nelle donne. Specificando, ovviamente, che se in merito a sifilide sintomi donna le aree maggiormente colpite da sifilomi sono vagina, cervice e vulva; negli uomini la zona maggiormente colpita è in genere il solco balano-prepuziale, cioè tra glande e prepuzio. Mentre nelle altre zone il sifiloma può comparire indistintamente in entrambi i sessi.

Che esami fare per sapere se si ha un’infezione da sifilide?

La diagnosi della sifilide è difficile da fare solo a livello ambulatoriale (attraverso l’esame fisico da parte del ginecologo) per questo per una diagnosi certa è possibile ricorrere a test clinici mirati a identificare la presenza del batterio Treponema pallidum nel corpo o a rilevare la risposta immunitaria dell’organismo all’infezione. Quindi, come capire se una donna ha la sifilide? Tra i test più comuni troviamo i seguenti:

  • Esami del sangue: possono essere di più tipi, tra i quali VDRL (Venereal Disease Research Laboratory) che rileva gli anticorpi prodotti in risposta all’infezione da sifilide. RPR (Rapid Plasma Reagin) un test sierologico che cerca la presenza di anticorpi. E FTA-ABS (Fluorescent Treponemal Antibody Absorption) un test che conferma la presenza di anticorpi specifici contro il batterio.
  • Osservazione diretta al microscopio: si tratta dell’analisi microscopica a campo scuro del liquido sieroso prelevato da un’ulcera. Un test che si può fare però solo in presenza di lesioni sifilitiche visibili;
  • Test del Liquido Cerebrospinale (CSF): nei casi avanzati o in presenza di sintomi neurologici, può essere necessario prelevare il liquido cerebrospinale per analizzarlo alla ricerca del batterio o di indicatori dell’infezione;
  • Test PCR (Reazione a Catena della Polimerasi): questo test può rilevare direttamente il DNA del batterio Treponema pallidum. Può essere utilizzato in alcune situazioni per confermare la diagnosi.

È importante sottolineare che la diagnosi della sifilide richiede un approccio clinico completo, che può includere una valutazione dei sintomi, l’anamnesi sessuale dettagliata e la considerazione del contesto medico della paziente. La scelta dei test dipenderà dalla fase dell’infezione, dai sintomi presenti e da altri fattori clinici.

Come fare il test per la sifilide? La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico curante o al proprio ginecologo di fiducia, il quale darà poi tutte le indicazioni specifiche per eseguire il test scelto per la diagnosi.

Dove fare test sifilide? È possibile sottoporsi ai test per la sifilide presso un centro medico, una clinica sessuologica o presso uno specialista delle malattie sessualmente trasmissibili.

Quanto costa un test per la sifilide? Il costo dei test per la sifilide può variare, ma molte strutture offrono servizi di screening gratuiti o a costi contenuti.

Come si elimina la sifilide?

La prima cosa da sottolineare è che, fortunatamente, la sifilide è curabile con l’uso di antibiotici. Il trattamento standard raccomandato per la sifilide prevede l’utilizzo di penicillina o altri antibiotici se la persona è allergica alla penicillina.

La scelta del tipo di antibiotico e la durata del trattamento dipendono dalla fase dell’infezione. Vediamo quindi, in linea generale, come solitamente viene trattata la sifilide.

  • Fase primaria e secondaria: per le fasi iniziali della sifilide, spesso una singola iniezione intramuscolare di penicillina è sufficiente per eliminare l’infezione. In caso di allergia alla penicillina, possono essere prescritti altri antibiotici come doxiciclina, azitromicina, procaina, eritromicina, tetraciclina o ceftriaxone, nelle dosi e nella frequenza indicata dal medico.
  • Fase tardiva o latente: se l’infezione è progredita a una fase più avanzata o latente, il trattamento può richiedere più iniezioni di penicillina o una posologia differente degli antibiotici prima citati.
  • Neonati con sifilide congenita: per i neonati nati da madri con sifilide, il trattamento precoce con antibiotici è essenziale per prevenire gravi complicazioni. La penicillina è spesso il farmaco di scelta.

In ogni caso è fondamentale seguire il piano di trattamento prescritto dal medico e completare l’intero corso di antibiotici, anche se i sintomi scompaiono prima del termine, per garantire l’eliminazione completa del batterio.

Quanto vive il batterio della sifilide? E quando la sifilide non è più contagiosa? Il batterio della sifilide all’interno del corpo umano può sopravvivere anche per anni se non trattato correttamente. Grazie al giusto trattamento, invece, la malattia non risulta più contagiosa già entro pochi giorni dal trattamento.

Durante il trattamento e fino a quando l’infezione non è completamente guarita, è importante evitare attività sessuali non protette per prevenire la trasmissione della sifilide. Il coinvolgimento del partner sessuale nel processo di screening e trattamento è altrettanto cruciale per impedire la reinfezione.

Quale specialista cura la sifilide?

Generalmente, la diagnosi e la cura della sifilide partono dal consulto del proprio ginecologo o urologo di fiducia. Talvolta, però, nel trattamento e nella gestione dell’infezione possono intervenire anche altri specialisti come dermatologi, infettivologi e specialisti nelle malattie sessualmente trasmissibili.

Chi ha avuto la sifilide può avere figli?

La sifilide può influenzare la fertilità e la salute sessuale, sia nell’uomo che nella donna, ma con il trattamento adeguato, molte persone che hanno avuto la sifilide possono avere figli in modo sicuro. Dopo il trattamento, è importante sottoporsi a test di follow-up per assicurarsi che l’infezione sia stata completamente eliminata e che non vi siano rischi residui.

Inoltre, le persone che hanno avuto la sifilide e desiderano avere figli dovrebbero discuterne con il proprio medico. La consulenza medica è essenziale per valutare la situazione individuale, garantire che l’infezione sia stata completamente trattata e fornire indicazioni specifiche sulla pianificazione familiare.

Prevenzione della sifilide

La prevenzione della sifilide prevede:

  • pratica di rapporti sessuali protetti attraverso l’utilizzo corretto e costante del preservativo;
  •  controlli, test e screening regolari dal proprio ginecologo o urologo di fiducia;
  • comunicazione aperta e sincera con il partner sessuale.
Categorie Articolo: Ginecologia

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