Clamidia: come individuare, prevenire e curare l’infezione
Tempo di lettura: 6 min

Clamidia: come individuare, prevenire e curare l’infezione

La clamidia è una delle malattie sessualmente trasmissibili più comuni e diffuse, in grado di colpire sia uomini che donne indipendentemente dall’età. Vediamo allora un quadro completo della patologia per poter avere tutte le informazioni utili al mantenimento della propria salute sessuale e generale.

Clamidia cos’è

La clamidia è un’infezione batterica, causata dal batterio Chlamydia trachomatis, che colpisce principalmente le vie genitali, ma può anche interessare la gola, le vie respiratorie e gli occhi. Generalmente si tratta di una patologia fastidiosa ma che può essere curata attraverso i giusti trattamenti; e se non trattata in maniera corretta può talvolta causare complicanze anche gravi. Per questo è sempre importante affidarsi a un ginecologo professionista.

Come si prende la clamidia?

Tra le tante domande in merito a questa malattia venerea, sono in molti a chiedersi in particolar modo come si trasmette la clamidia. Nei casi di clamidia genitale, la trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto sessuale non protetto con una persona infetta.

Il batterio può infettare il tratto genitale maschile e femminile, inclusa la vagina, l’utero, le tube di Falloppio, l’uretra negli uomini e l’ano in entrambi i sessi. In altre parole, si trasmette generalmente attraverso il rapporto sessuale.

La clamidia, però, talvolta può essere trasmessa anche da madre a figlio durante il parto (trasmissione verticale), una condizione che può causare infezioni agli occhi o ai polmoni del neonato.

Quali sono i sintomi della clamidia?

La clamidia è spesso nota come “l’infezione silenziosapoiché molte persone infette non presentano sintomi evidenti. Una condizione che spesso rende difficile anche la stessa diagnosi di clamidia. Tuttavia, quando i sintomi si manifestano, possono variare sia nella tipologia che nell’intensità.

Clamidia sintomi donna

A proposito di clamidia sintomi femminili, i sintomi dell’infezione nella donna possono includere:

  • dolore durante i rapporti sessuali;
  • secrezione vaginale anormale;
  • bruciore durante la minzione;
  • sanguinamento intermestruale;
  • macchie rosse sui genitali;
  • dolore addominale;
  • senso di pesantezza al basso ventre;
  • prurito e irritazione genitale;
  • dolore rettale;
  •  ingrossamento dei linfonodi inguinali.

Quando l’infezione è particolarmente grave, oltre a questi sintomi possono aggiungersi anche:

  • febbre alta;
  • malattie infiammatorie pelviche (PID);
  • diarrea;
  • nausea.

Sintomi clamidia uomo

In caso di clamidia nell’uomo, i sintomi possono comprendere:

  • bruciore durante la minzione;
  • secrezione dal pene;
  • dolore ai testicoli;
  • macchie rosse sui genitali;
  • dolore o senso di pesantezza al basso ventre;
  • prurito e irritazione genitale;
  • dolore rettale;
  • ingrossamento dei linfonodi inguinali.

In caso di infezione grave o non adeguatamente trattata, il progredire della malattia potrebbe portare anche negli uomini a manifestare febbre, diarrea, nausea, epididimite e un peggioramento dei sintomi della clamidia precedentemente indicati

Per il mondo femminile è importante conoscere anche la sintomatologia maschile (e viceversa) per potersi accorgere, eventualmente, della presenza del virus clamidia nel proprio partner ed evitare così il contagio clamidia o favorire la diagnosi tempestiva.

Complicazioni della clamidia: infertilità

Generalmente l’infezione clamidia può essere risolta attraverso i giusti trattamenti senza particolari conseguenze. Se la malattia diventa però molto grave, magari perché non trattata adeguatamente o non riconosciuta, potrebbero subentrare i gravi sintomi citati in precedenza che a loro volta potrebbero portare a complicanze anche importanti.

In caso di clamidia vaginale, purtroppo, l’Infertilità Femminile è proprio uno dei rischi più gravi associati all’infezione non trattata. L’infezione può provocare la formazione di processi infiammatori e cicatrici permanenti a carico delle tube di Falloppio e delle ovaie, ostacolando il passaggio degli ovuli fecondati dall’ovaio all’utero. Questo rischio di infertilità vale sia per donne che manifestano sintomi evidenti che in caso di clamidia asintomatica.

Allo stesso tempo, anche nell’uomo l’infezione può causare complicazioni a lungo termine fino ad arrivare all’infertilità.

Quanti giorni dura la clamidia?

La durata dell’infezione è variabile, poiché molto dipende dal trattamento e dalla risposta individuale a quest’ultimo.

Quanto dura la clamidia non trattata? È importante sapere che, senza un trattamento adeguato, la clamidia può persistere nel corpo per settimane, causando danni ai tessuti circostanti. Anche in questo caso la durata è dunque variabile, ma è essenziale affrontare l’infezione il prima possibile per prevenire complicazioni.

Diagnosi di clamidia

La diagnosi della clamidia è un passo cruciale per avviare tempestivamente il trattamento e prevenire complicazioni. Oltre all’esame fisico da parte del ginecologo professionista, in grado di valutare eventuali sintomi evidenti, esistono diversi metodi diagnostici che il medico può scegliere in base alla situazione specifica del paziente.

Ecco alcuni dei metodi comuni utilizzati per diagnosticare la clamidia:

  • tampone uretrale, vaginale, rettale o di altri siti infetti: con un apposito tampone si raccoglie un piccolo campione di secrezioni da analizzare in laboratorio per rilevare l’eventuale presenza del batterio;
  • test diagnostici veloci basati su antigeni: alcuni test possono rilevare gli antigeni specifici della clamidia in campioni di secrezioni. Questi test forniscono risultati rapidi, ma possono essere meno sensibili rispetto ai test di laboratorio;
  • test colturale delle urine: un campione di urina viene analizzato per individuare l’eventuale presenza del batterio.

Proprio perché questa infezione può anche manifestarsi in maniera asintomatica, molte volte la diagnosi viene fatta durante semplici sedute di screening. In alcuni casi, infatti, soprattutto nelle donne sessualmente attive sotto i 25 anni, il medico può raccomandare lo screening regolare per la clamidia, anche in assenza di sintomi.

Trattamenti per la clamidia

La prima cosa da sottolineare è che, fortunatamente, la clamidia si cura. In genere, il trattamento della clamidia prevede l’uso di antibiotici per eliminare il batterio. La scelta degli antibiotici specifici e la durata del trattamento possono variare in base alle condizioni specifiche della persona.

Gli antibiotici maggiormente utilizzati sono:

  • Azitromicina;
  • Doxiciclina;
  • Eritromicina (in caso di allergie agli antibiotici precedenti o gravidanza);
  • Amoxicillina (in caso di allergie agli antibiotici precedenti o gravidanza).

A seconda dei singoli casi, il medico può prescrivere una singola dose oppure una terapia antibiotica di più giorni. Fondamentale seguire attentamente le indicazioni del medico e non sospendere la terapia antibiotica prima del previsto (anche se sembra di stare meglio) per evitare recidive.

Durante il trattamento è importante anche astenersi dal rapporto sessuale fino alla completa guarigione, ed effettuare nuovi test di controllo per assicurarsi che il batterio sia stato completamente eliminato.

Come prevenire la clamidia

Come siamo soliti dire: prevenire è meglio che curare, e questo vale anche per l’infezione clamidia. Per evitare il contagio e la trasmissione dell’infezione, è importante adottare le seguenti pratiche di prevenzione:

  • rapporti sessuali protetti e sicuri: l’uso corretto e costante del preservativo durante ogni atto sessuale è uno dei modi più efficaci per prevenire la trasmissione della clamidia;
  • comunicazione aperta con il partner: comunicare apertamente con i partner sessuali riguardo alla storia sessuale e all’importanza della prevenzione può contribuire a creare un ambiente di consapevolezza e responsabilità condivisa;
  • corretta igiene intima: la buona igiene personale, inclusa la pulizia adeguata delle aree genitali, può contribuire a ridurre il rischio di infezioni;
  • test regolari per chi non ha un partner fisso: le persone sessualmente attive, con più partner sessuali, dovrebbero sottoporsi regolarmente a test per le malattie sessualmente trasmissibili, compresa la clamidia. Questo è particolarmente importante per individuare le infezioni asintomatiche.
  • vaccinazione HPV: l’infezione da HPV (papillomavirus umano) è correlata a un aumentato rischio di contrarre la clamidia. La vaccinazione è quindi una misura preventiva aggiuntiva, particolarmente importante per le persone giovani.

In aggiunta a questo, fare sempre controlli ginecologici o urologici regolari è fondamentale per il buon mantenimento della propria salute intima e generale.

 

Categorie Articolo: Ginecologia

Hai un dubbio ?
Vuoi un chiarimento ?

Chiedi a un medico di rispondere a una tua domanda