Addio prurito intimo: ecco i migliori rimedi
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Prurito intimo: cause, sintomi e rimedi

Ogni donna ha a che fare, almeno una volta nella vita, con un disturbo ampiamente diffuso nel mondo femminile (e non solo): il prurito intimo. Si tratta di un fastidio che può avere cause diverse ed essere accompagnato da altri sintomi, che può comparire in qualsiasi momento della vita di una donna e risolversi tanto spontaneamente, quanto con il supporto di rimedi specifici.

Cos’è il prurito vaginale?

Il prurito vaginale (il cosiddetto prurito intimo) è un sintomo parecchio fastidioso avvertito come una sorta di formicolio e/o irritazione a livello di vulva e vagina (soprattutto sulle grandi labbra e sul clitoride).

La vagina è il condotto muscolo-membranoso che collega la cervice uterina con i genitali esterni (meato urinario, piccoli e grandi labbra, clitoride, vestibolo della vagina) che, insieme, compongono la vulva.

Solitamente, il prurito vulvare e vaginale è conseguenza di problemi, disturbi e patologie di varia natura ma, indipendentemente dalla causa scatenante, arreca un senso di disagio non indifferente in chi ne soffre.

Il prurito intimo può essere accompagnato da altri fastidi quali:

Quali sono le cause del prurito intimo?

All’origine del prurito vulvare e vaginale possono esserci numerose cause, diverse tra loro anche se, solitamente, si tratta di un disturbo provocato da una concomitanza di fattori, compresa una forte componente psicologica. Ecco le principali:

Malattie e infezioni a trasmissione sessuale

Il prurito intimo è il primo campanello di allarme di alcune malattie e infezioni sessualmente trasmissibili. Tra queste rientrano la candida, causata dall’omonimo fungo e spesso accompagnata da perdite vaginali dense e biancastre, la tricomoniasi, con perdite vaginali schiumose, di colore giallo-verdastro e maleodoranti, la Gardnerella e la clamidia.

Vulvovaginiti infettive

Le vulvovaginiti infettive sono disturbi tanto banali quanto frequenti, oltre che fastidiosi. Sono provocate quasi sempre dalla candida, nello specifico dalla Candida albicans, cioè un micete presente nella formale flora sia vaginale, sia orale, faringea e intestinale.

Di norma, l’organismo è in grado di arginare la proliferazione della candida ma, in condizioni particolari che non corrispondono a un ottimale stato di salute e benessere, il micete può prendere il sopravvento sulle difese immunitarie già deboli e scatenare una vera e propria patologia.

I fattori predisponenti, che quindi favoriscono lo sviluppo di candidosi e/o vulvovaginiti infettive, sono:

  • diabete mellito;
  • gravidanza;
  • deficit immunitari;
  • assunzione di farmaci come cortisonici, antibiotici ed estroprogestinici;
  • dieta alimentare particolarmente ricca di zuccheri.

A rendere la zona vulvare e vaginale l’habitat ideale per la candidosi concorrono anche gli indumenti sintetici che, limitando la traspirazione cutanea, favoriscono la proliferazione dei funghi.

Le vulvovaginiti infettive, oltre al prurito, possono provocare:

  • arrossamento della mucosa genitale;
  • bruciore;
  • perdite biancastre, dalla consistenza simile a quella della ricotta.

La candida, inoltre, può essere trasmessa anche sessualmente.

Vaginosi batterica

La vaginosi batterica è una condizione che si pone in mezzo tra un’infezione e un’irritazione; consiste, perlopiù, in un’alterazione dell’ecosistema vaginale, con una riduzione della concentrazione dei lactobacilli e un aumento dei batteri, soprattutto anaerobi, come la Gardnerella vaginalis.

La vaginosi batterica è molto frequente e si manifesta con perdite schiumose e maleodoranti accompagnate, solitamente, da prurito e bruciore vulvare e vaginale.

Tricomoniasi

Come detto precedentemente, tra le cause più ricorrenti di prurito intimo rientra la tricomoniasi, un’infezione provocata dal Trichomonas vaginalis, cioè un protozoo trasmesso soprattutto sessualmente (in rari casi può essere contratto attraverso la condivisione si asciugamani o biancheria).

Mentre negli uomini l’infezione è, nella maggior parte dei casi, asintomatica, nelle donne si manifesta con bruciore, perdite di colore giallo-verdastro dal cattivo odore e disturbi nella minzione.

Vaginite atrofica postmenopausale

La vaginite atrofica è un’infiammazione a carico della vagina che si manifesta in particolare nella fase postmenopausale. In casi più eccezionali, invece, può insorgere a seguito di chemioterapia, radioterapia o farmaci per il trattamento di tumore al seno ed endometriosi.

La vaginite atrofica scaturisce da un drastico calo del livello di estrogeni che, a sua volta, comporta un minor trofismo dei tessuti, una riduzione delle secrezioni vaginali e un’alterazione del pH e della flora batterica.

I sintomi che accompagnano la vaginite atrofica sono:

  • prurito vaginale;
  • secchezza vaginale;
  • disturbi della minzione;
  • dispareunia, cioè dolore in occasione dei rapporti sessuali;
  • maggiore frequenza di cistiti e cervico-vaginiti.

Altri fattori predisponenti

Oltre alle cause di prurito intimo finora elencate, esistono ulteriori fattori predisponenti che possono favorire lo sviluppo di determinati condizioni che, alla lunga, portano all’insorgenza di infezioni e infiammazioni:

  • gravidanza;
  • menopausa;
  • alterazioni ormonali in generale;
  • assunzione di contraccettivi estroprogestinici;
  • assunzione di antibiotici;
  • diabete;
  • dieta troppo ricca di zuccheri;
  • stress;
  • calo delle difese immunitarie;
  • scarsa o scorretta igiene intima;
  • uso di detergenti intimi inadeguati o troppo aggressivi;
  • fase premestruale, in cui i livelli di estrogeni sono più bassi mentre il pH vaginale aumenta;
  • uso frequente ed eccessivo di assorbenti interni durante le mestruazioni.

Prurito intimo durante il ciclo mestruale

Come appena sottolineato, tra i fattori predisponenti del prurito intimo è coinvolto anche il ciclo mestruale e, in questi casi, alle spalle di nascondono infezioni e irritazioni pregresse. La più frequente è sicuramente la candida, ma ne esistono altre legate a varie tipologie di germi e batteri. Non bisogna dimenticare, infatti, che questo periodo del mese rende le zone intime femminili particolarmente esposte all’aggressione di agenti esterni.

Questo accade perché durante le mestruazioni:

  • il pH vaginale si altera e favorisce l’aumento dei batteri cattivi e l’insorgere di infezioni;
  • la cervice si apre continuamente per far defluire il sangue verso l’esterno, quindi permette ai batteri di risalire verso la vagina;
  • l’uso di assorbenti esterni e interni può irritare la zona, soprattutto se non vengono cambiati frequentemente e se non sono realizzati in 100% cotone (vedi alternativa con le coppette mestruali).

Per prevenire la comparsa prurito intimo e bruciore durante le mestruazioni, è consigliato cambiare alcune abitudini e seguire delle precise regole di igiene:

  • usare assorbenti di puro cotone 100%, sia interni che esterni;
  • evitare saponi, salviette e assorbenti contenenti profumi o altre sostanze chimiche;
  • cambiare l’assorbente almeno ogni 2-3 ore;
  • evitare di lavarsi troppo frequentemente, perché si rischia di eliminare il film idroprotettivo naturale;
  • usare un detergente intimo con proprietà lenitive, idratanti e antibatteriche;
  • usare detergenti che rispettino il pH intimo, in alternativa optare per sola acqua corrente;
  • evitare lavande e docce vaginali;
  • evitare biancheria intima sintetica, optando per soluzioni in 100% cotone;
  • evitare pantaloni troppo attillati;
  • evitare il salvaslip se non si hanno perdite e mestruazioni;
  • evitare di indossare biancheria intima durante la notte, se possibile, in modo che la zona possa “respirare” e tenersi alla larga da infezioni e irritazioni.

Prurito intimo notturno

Quando si soffre di prurito intimo notturno bisogna ricercare le cause in una cattiva igiene personale e/o nell’uso eccessivo e prolungato di cosmetici per il corpo che alterano il pH cutaneo normale. In secondo luogo, bisogna prestare attenzione ai detersivi utilizzati per lavare gli indumenti, dato alcuni possono rivelarsi troppo aggressivi o contenere profumi e sostanze non tollerate dalla pelle.

Ecco perché il modo migliore per prevenire il fastidioso prurito intimo notturno consiste nell’utilizzare detergenti per il corpo privi di allergeni e detersivi delicati. Al contempo, è sempre opportuno richiedere il parere medico e valutare se, all’origine del prurito intimo notturno, possano esserci la presenza di candida o di altre infezioni.

Prurito intimo in gravidanza

Tra le varie cause del prurito intimo vulvare e vaginale, come elencato inizialmente, rientrano le alterazioni ormonali, le stesse che avvengono durante la gravidanza: il corpo femminile subisce una lunga serie di cambiamenti (soprattutto a livello ormonale) che, nel tempo, può dare vita prima a un’alterazione della flora vaginale e dopo a uno svariato numero di infezioni. Queste, di solito, si manifestano con:

  • prurito intimo;
  • perdite più o meno dense e di colori differenti in base al disturbo in attimo;
  • bruciore;
  • irritazione;
  • rossore e gonfiore dei genitali;
  • minzione frequente e fastidiosa;
  • dispareunia, cioè dolore durante i rapporti sessuali.

Il prurito intimo in gravidanza può interessare sia la vagina, quindi la zona interna, sia la vulva, cioè la parte interna. Di solito insorge all’inizio della gravidanza, nel corso del I trimestre, oppure in procinto del parto. Le cause scatenanti possono essere diverse, spaziando dalla candida alla cistite, passando per le infezioni batteriche e parassitarie.

Talvolta, il prurito intimo in gravidanza non è correlato a infezioni urinarie o vaginali, bensì all’utilizzo di detergenti aggressivi o di biancheria intima sintetica, aderente e non traspirante.

A prescindere da qualunque possa essere la causa del prurito intimo, è consigliato rivolgersi al ginecologo per approfondire la condizione e trovare una soluzione definitiva.

Prurito intimo in menopausa

Ebbene sì: il prurito che si manifesta nel corso della menopausa, benché sia quasi sempre sottovalutato, appartiene al quadro sintomatologico tipico del “tempo che passa” e, nello specifico, delle alterazioni ormonali a cui il corpo femminile è sottoposto durante sia la menopausa, sia la perimenopausa, cioè quando il livello di estrogeni si riduce.

Il 50% delle donne, dopo circa 3 anni dall’ultimo ciclo mestruale, inizia a manifestare problemi di secchezza vaginale; il fastidio, se non viene trattato correttamente, può diventare cronico e trasformarsi in un problema generalizzato dopo circa 10 anni dall’arrivo della menopausa.

Nelle donne in menopausa, all’origine del prurito intimo vaginale e vulvare, spesso a carico delle grandi labbra, si possono trovare diversi fattori:

  • vaginite batterica: è tra le infezioni intime più diffuse in assoluto tra le donne in menopausa, poiché l’ecosistema vaginale (composto da agenti e bacilli che difendono la zona intima dagli agenti patogeni) si altera e apre le porte ai microrganismi responsabili delle infezioni. Tra questi, la Gardnerella occupa il posto d’onore: è un batterio che si trova normalmente nella vagina ma, in presenza di un pH alterato, si moltiplica a dismisura dando origine a un’infezione. Quest’ultima si manifesta con prurito, bruciore e secrezioni biancastre maleodoranti;
  • candida: come già sottolineato più volte, si tratta di una micosi, quindi di un’infezione provocata da funghi, in particolare la Candida Albicans; quest’ultima, come la Gardnerella, vive normalmente nell’intestino (precisamente nel tratto orofaringeo e nella vagina) e ha il compito di favorire la digestione degli zuccheri. Se si moltiplica, allora innesca un’infezione e causa prurito intimo;
  • tricomoniasi: è un’infezione a trasmissione prevalentemente sessuale, il cui autore è il Trichomonas vaginalis, un protozoo che si attacca alle pareti vaginali causando l’infezione. Quest’ultima può rimanere latente e asintomatica anche per molti anni, fino a quando si manifesta con prurito, bruciore, secrezioni biancastre e abbondanti e dispareunia;
  • atrofia vulvovaginale: in questo caso, il prurito intimo è direttamente collegato alla menopausa, rappresentando uno dei primi segnali che qualcosa non stia funzionando correttamente. Il disturbo insorge perché le secrezioni che mantengono la vagina umida e idratata in menopausa si riducono, provocando secchezza e, quindi, prurito.

Dato che anche le cause del prurito intimo in menopausa possono essere diverse e numerose, è sempre opportuno rivolgersi al ginecologo per indagare più a fondo e trovare una terapia mirata ed efficace.

Prurito intimo e rimedi della nonna

Quando si ha a che fare con il prurito intimo è possibile intervenire mettendo in pratica un gran numero di rimedi, che spaziano da quelli naturali a quelli farmacologici.

Iniziando con i primi e, quindi, con delle sane abitudini quotidiane sicuramente raccomandate dalle nonne, è senz’altro consigliato:

  • indossare biancheria intima in fibra naturale, preferibilmente 100% cotone;
  • evitare pantaloni e leggins troppo aderenti perché non permettono alla zona intima di traspirare correttamente.

Detto ciò, sono diversi gli ingredienti naturali dalle proprietà calmanti ed emollienti che possono rivelarsi un vero e proprio toccasana in caso di prurito intimo:

  • l’olio di mandorle dolci, che nutre e lenisce grazie alle sue proprietà antipruriginose ed è indicato per le donne in gravidanza;
  • l’olio di borragine, che lenisce la zona e calma il prurito;
  • le creme a base di avena, che alleviano il rossore;
  • le pomate a base di camomilla, dall’azione lenitiva e antinfiammatoria;
  • il tea tree oil, in grado di far sparire il prurito in un batter d’occhio.

Creme e altri rimedi farmacologici per il prurito intimo

Attenzione: prima di acquistare e utilizzare creme e/o altri rimedi farmacologici per il prurito intimo, è fondamentale chiedere il parere del medico, l’unico in grado di poter prescrivere un farmaco specifico sia per il sintomo, sia per la causa scatenante.

Sottolineato ciò, in commercio esistono numerosi rimedi farmacologici per il prurito intimo:

  • emollienti e anestetici: si applicano localmente e sono in grado di dare sollievo immediato per via dei loro principi attivi, solitamente la lidocaina e la pramocaina, con azione anestetica locale;
  • corticosteroidi: vengono prescritti dal medico per alleviare il prurito intimo grazie ai loro principi attivi, primo tra tutti l’idrocortisone. Dato che questa tipologia di farmaco può dare effetti indesiderati, la prescrizione medica è indispensabile;
  • antibiotici: sempre sotto prescrizione medica, sono utili quando all’origine del prurito intimo si trova un’infezione batterica. Di caso in caso, si può valutare una terapia locale a base di creme e/o ovuli vaginali, o una terapia sistemica con capsule e/o compresse per uso orale. I principi attivi maggiormente impiegati sono il tinidazolo e il metronidazolo;
  • antimicotici: vengono prescritti dal medico quando il prurito vaginale è causato da un’infezione fungina, come la candida. Si possono usare rimedi topici, come creme o lavande vaginali, oppure rimedi per via sistemica, come compresse e soluzioni orali. Fra i principi attivi più efficaci rientrano il metronidazolo, il clotrimazolo, il fluconazolo e la nistatina.

É utile ribadire che solo un medico può individuare il farmaco più indicato alla tipologia di prurito intimo riferito dalla paziente e, di conseguenza, prescriverlo insieme alla posologia e alla durata della terapia.

Si può prevenire il prurito intimo?

Assolutamente sì, il prurito intimo si può prevenire adottando delle buone norme igieniche, da seguire correttamente ogni giorno e cercando di mantenere in equilibrio la flora vaginale. Ecco come fare:

  • curare l’igiene delle zone intime: sia una detersione scadente, sia una detersione eccessiva non fanno altro che alterare la microflora locale. Il consiglio è di utilizzare un detergente a pH fisiologico, limitando al contempo il ricorso a deodoranti intimi e lavande vaginali;
  • evitare biancheria sintetica e aderente: vale sia per la biancheria intima, sia per pantaloni e leggins; bisogna scegliere solo capi in 100% cotone (o, comunque, in fibra naturale) in modo che le parti intime possano traspirare correttamente;
  • evitare i salvaslip quando non si hanno le mestruazioni: lo sfregamento continuo tra genitali e salvaslip/assorbente può causare irritazione e prurito;
  • cambiare l’assorbente con frequenza: quando si hanno le mestruazioni bisognerebbe cambiare l’assorbente, interno o esterno che sia, almeno ogni 2-3 ore e scegliere prodotti (se possibile) realizzati in cotone;
    utilizzare sempre il preservativo durante i rapporti sessuali: aiuta a prevenire la trasmissione di malattie e infezioni portatrici di prurito, bruciore e altri fastidi. Inoltre, se i sintomi si sono già manifestati, bisognerebbe astenersi dall’attività sessuale fino alla diagnosi medica, per poi estendere un’eventuale terapia anche al partner e anche se asintomatico;
  • evitare di condividere asciugamani e biancheria intima: se alcune infezioni si trasmettono solo sessualmente, in alcuni casi gli agenti patogeni possono passare da un soggetto all’altro anche tramite la biancheria;
    cambiare spesso il costume da bagno: al mare o in piscina, non bisogna tenere indosso il costume bagnato troppo a lungo. Le zone umide, infatti, sono ideali per la proliferazione di germi e batteri (soprattutto per la candida);
    asciugare le parti intime correttamente: quando si va al bagno e si puliscono le parti intime, bisogna procedere con un movimento che dall’avanti procede all’indietro, e non viceversa. In questo modo si evita di trasportare eventuali batteri dal retto alla vagina;
  • seguire una dieta sana ed equilibrata: un’alimentazione troppo ricca di zuccheri può causare infezioni fungine, mentre mangiare male o saltare i pasti può abbassare le difese immunitarie. L’ideale sarebbe scegliere la classica dieta mediterranea;
  • praticare regolare attività fisica: tenere corpo e mente impegnati e allenati favorisce il rafforzamento del sistema immunitario, anche nei confronti delle infezioni intime;
  • evitare di grattarsi: può essere davvero difficile trattenersi in presenza di un prurito intimo insopportabile, ma il grattamento non fa altro che aggravare il problema e causare microlesioni. Se non si riesce a trovare sollievo, è opportuno chiedere al medico un farmaco appropriato.

Ovviamente, non è sempre possibile prevenire qualsiasi tipologia di infezione o infiammazione intima e, di conseguenza, il prurito intimo in generale; nonostante l’attenzione quotidiana, se il sistema immunitario è debole o si soffre di determinate patologie, il rischio persiste e si può fare ben poco. L’importante è cercare di limitare i danni, consultare sempre il medico e trovare un buon equilibrio (anche interiore) che possa agevolare il processo di guarigione.

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Categorie Articolo: Ginecologia