Gonorrea: come riconoscerla e trattarla
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Gonorrea: come riconoscerla e trattarla

Le malattie infettive a trasmissione sessuale sono diverse e numerose: insieme a clamidia, candida e papilloma virus, è consigliato fare molta attenzione anche alla gonorrea.

Cos’è la gonorrea?

La gonorrea è una malattia infettiva, a carico dell’apparato genito-urinario, a trasmissione sessuale. Il termine deriva dall’unione delle parole greche “gònos” e “roì”, rispettivamente “seme” e “flusso”; questo perché il primo a dare un’interpretazione della malattia è stato Galeno, il quale riteneva che consistesse in una perdita di liquido seminale (da qui “flusso di seme”). Solo dieci secoli dopo, invece, si è scoperto che la secrezione tipica della gonorrea è in realtà costituita da materiale purulento.

In gergo, poi, la gonorrea è più conosciuta come “scolo” per via della sintomatologia con la quale si manifesta nell’uomo: una secrezione dal pene inizialmente liquida che diventa, via via, abbondante e purulenta, accompagnata da bruciore, arrossamento, dolore alla minzione e difficoltà a urinare.

Se negli uomini la gonorrea mostra i suoi sintomi già dopo un paio di giorni dal contagio, nelle donne (almeno nelle fasi iniziali) può essere del tutto asintomatica.

Quali sono le cause della gonorrea?

Tra le malattie veneree attualmente più comuni, la gonorrea è causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae (o gonococco di Neisser). A prescindere da come viene trasmesso, l’agente infettivo si insinua nelle cellule epiteliali e nelle mucose urogenitali e provoca l’infezione.

Gonorrea: come si trasmette?

Il batterio della gonorrea, il gonococco di Neisser, si trasmette tramite qualsiasi forma di contatto sessuale non protetto, quindi con rapporti anali, orali o vaginali e, solo più raramente, attraverso l’esposizione indiretta a secrezioni infette (come sex toys o biancheria condivisa).

Trasmissione diretta

La via di trasmissione preferenziale della gonorrea è quella diretta, cioè attraverso rapporti sessuali anali, orali e/o vaginali. Il contagio può avvenire anche se si entra in contatto con secrezioni genitali infette (cioè sperma o perdite vaginali).

Trasmissione indiretta

Secondo quanto riportato dalla letteratura scientifica, la gonorrea si può contrarre anche venendo a contatto con materiale infetto posto su indumenti o biancheria condivisi, quindi tramite trasmissione indiretta. In ogni caso, questa forma di trasmissione è meno probabile, poiché il gonococco non resiste a lungo nell’ambiente esterno e viene facilmente annientato dal calore e dai disinfettanti.

Più probabile, invece, la trasmissione tramite condivisione di sex toys non adeguatamente disinfettati o non ricoperti da un nuovo preservativo tra un uso e l’altro.

Trasmissione verticale al termine della gravidanza

Inoltre, la gonorrea può essere trasmessa in occasione del parto dalla mamma infetta al neonato; quest’ultimo, a causa della gonorrea, manifesta una grave congiuntivite e/o un’artrite settica. Più raramente, il contagio può avvenire già durante la gravidanza e, in questi casi, la presenza dell’agente infettivo può provocare aborto o parto prematuro.

A che età si contrae la gonorrea?

In quanto malattia sessualmente trasmissibile, la gonorrea può essere contratta da qualsiasi persona (uomo o donna) sessualmente attiva. In particolare, sono a rischio i giovani adulti con un’età fino ai 30 anni.

Quali sono i sintomi della gonorrea?

A contagio avvenuto, la gonorrea porta con sé una lunga serie di sintomi ben riconoscibili che colpiscono prevalentemente l’apparato genito-urinario:

  • secrezioni purulente dal pene o dalla vagina;
  • minzione frequente;
  • senso di bruciore.

I sintomi della gonorrea negli uomini sono diversi da quelli nelle donne e, tra le altre cose, non compaiono nello stesso momento.

Sintomi della gonorrea nell’uomo

La presenza della gonorrea negli uomini si manifesta pochissimi giorni dopo il contagio e in modo abbastanza evidente attraverso:

  • perdita di liquido prima sieroso e incolore, poi purulento dal pene;
  • dolore durante la minzione;
  • prurito;
  • arrossamento;
  • gonfiore.

Insieme a questi sintomi principali, possono associarsi altre manifestazioni:

  • gonfiore ai testicoli;
  • dolore al pene durante l’erezione e l’eiaculazione.

Per fortuna, le terapie antibiotiche disponibili per il trattamento della gonorrea permettono di evitare le complicanze, risolvendo totalmente il problema; tuttavia, se la patologia viene trascurata o non adeguatamente curata, l’infezione può estendersi fino alla prostata e agli epididimi provocando:

  • prostatite;
  • epididimite;
  • vescicolite;
  • sterilità.

Sintomi della gonorrea nella donna

Se negli uomini i sintomi della gonorrea sono molto evidenti e riconoscibili, il quadro sintomatologico nelle donne è piuttosto variabile. Innanzitutto, non sempre la gonorrea femminile si manifesta, anzi, nel 30% dei casi la patologia rimane asintomatica a lungo e viene diagnosticata casualmente, magari in occasione di una visita ginecologica di routine.

Quando presenti, i sintomi della gonorrea femmiile sono generalmente lievi e molto simili ai disturbi provocati da altre infezioni vaginali o delle vie urinarie, come:

  • senso di bruciore durante la minzione;
  • minzione frequente e dolorosa;
  • gonfiore ai genitali esterni;
  • perdite genitali giallastre;
  • arrossamento del meato urinario;
  • spotting (perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra).

Esattamente come negli uomini, anche nelle donne una gonorrea trascurata o non adeguatamente trattata può comportare gravi ripercussioni, soprattutto per quanto riguarda l’infertilità. L’infezione, infatti, può propagarsi fino alle tube di Falloppio e al collo dell’utero, provocando infiammazioni locali che possono sfociare in PID (malattia infiammatoria pelvica). Quest’ultima, a sua volta, può causare febbre e dolori pelvici e addominali; inoltre, la PID consiste in una delle principali cause di sterilità e rientra tra i fattori di rischio di aborti e gravidanza extrauterine.

Cos’è la gonorrea rettale?

La gonorrea rettale è l’infezione da gonococco di Neisser a carico della regione ano-rettale. In questi casi, la patologia è in genere asintomatica, ma se si manifesta comporta i seguenti sintomi (sia negli uomini, che nelle donne):

  • prurito e/o dolore anale durante la defecazione;
  • perdite purulente dal pene e dalla vagina;
  • sensazione urgente di evacuare;
  • sensazione di mancato svuotamento;
  • sanguinamento rettale.

Cos’è la gonorrea orale

La gonorrea rettale è l’infezione da gonococco di Neisser a carico della cavità orale e faringea. In questi casi, comporta:

  • forte dolore alla gola;
  • stomatite (arrossamento e irritazione della bocca);
  • aumento di volume delle tonsille.

Quando interessa la cavità orale e faringea, la gonorrea provoca forte dolore alla gola, arrossamento e irritazione della bocca (stomatite) e aumento di volume delle tonsille.

Come si diagnostica la gonorrea?

Per ottenere una diagnosi di gonorrea è necessario eseguire un esame colturale e microscopico delle secrezioni infette, che possono essere cervicali, uretrali, rettali o faringee in base alla modalità di contagio.

L’obiettivo dell’esame risiede nell’identificazione del batterio responsabile della gonorrea e, successivamente, nell’individuazione dell’antibiotico più adatto per eliminarlo.

Il materiale da analizzare viene prelevato attraverso dei tamponi, cioè dei bastoncini ovattati, con i quali si raccoglie un campione da uretra, cervice, retto o faringe; il tampone viene poi inserito in un contenitore sterile e inviato in laboratorio.

Come si cura la gonorrea?

Trattandosi di un’infezione batterica, la gonorrea può essere tranquillamente ed efficacemente curata con gli antibiotici da somministrare per via orale o parenterale. La scelta del principio attivo viene fatta dal medico in base sia alla sede colpita dall’infezione, sia alla suscettibilità del ceppo isolato a un determinato antibiotico nel corso della diagnosi.

Per far sì che la cura abbia effetto è necessario estenderla anche ai partner sessuali, anche se se asintomatici. Può rivelarsi una richiesta imbarazzante, ma è l’unico modo per limitare la diffusione della malattia e incorrere in recidive. Al contempo, bisognerebbe astenersi da qualsiasi tipo di rapporto sessuale fino alla completa guarigione.

Dopo quanto si guarisce dalla gonorrea?

Per guarire definitivamente dalla gonorrea bastano pochi giorni, purché la cura sia adeguata e tempestiva.

Si può prevenire la gonorrea?

Attualmente, non esistono ancora vaccini efficaci per contrastare la diffusione della gonorrea. Questo non significa che in futuro la comunità scientifica non possa individuare una profilassi vaccinale adeguata ma, almeno per il momento, l’unico modo per evitare il contagio prevede:

  • limitare (quanto più possibile) il numero di partner sessuali;
  • utilizzare le dovute precauzioni durante i rapporti sessuali, preservativo in particolare.

L’uso del preservativo, nello specifico, non solo evita la trasmissione delle infezioni tramite i liquidi organici, ma riduce anche il rischio di contrarre la gonorrea (così come le altre patologie a trasmissione sessuale) per un semplice contatto con genitali o perdite infetti.

Categorie Articolo: Ginecologia

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