Menopausa in tarda età: come si manifesta e quali sono i vantaggi
Tempo di lettura: 6 min

Menopausa in tarda età: come si manifesta e quali sono i vantaggi

La vita di ogni donna è scandita da fasi importanti e delicate, come la prima mestruazione, la gravidanza, il parto e, infine, la menopausa (forse la più temuta).

La menopausa non è una patologia, come si tende a identificarla, ma un periodo fisiologico che, esattamente come molti altri, caratterizza la vita di ciascuna donna. Dal punto di vista tecnico, la menopausa coincide con la cessazione del ciclo mestruale, che deriva dalla perdita della funzione follicolare ovarica.

In sostanza, la menopausa può essere definita come il momento in cui l’attività riproduttiva della donna volge al termine. Dato, poi, che si interrompe il ciclo mestruale, anche gli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progestinici) calano drasticamente, il che comporta la maggior parte dei sintomi tipici della menopausa.

Cos’è la menopausa tardiva?

La menopausa non arriva alla stessa età per tutte le donne anche se, tendenzialmente, si aggira intorno ai 45-55 anni. Se si entra in questa fase prima dei 45 anni si parla di menopausa precoce, mentre se il periodo inizia dopo i 55 anni di età si parla di menopausa tardiva.

Il quadro sintomatologico è sempre lo stesso, quindi le donne che entrano in menopausa in tarda età avranno le cosiddette “vampate”, gli sbalzi ormonali e tutti gli altri sintomi che caratterizzano le donne in menopausa “normale”. Tuttavia, le prime possono godere di qualche vantaggio in più a fronte, purtroppo, anche di qualche rischio maggiore.

Quali sono le cause e i fattori di rischio della menopausa tardiva?

La menopausa si definisce tardiva, quindi, quando il ciclo mestruale termina definitivamente dopo i 55 anni di età. La causa esatta che comporta questo fenomeno non è stata ancora identificata ma, in compenso, sono stati individuati alcuni fattori di rischio:

  • obesità;
  • ipertrigliceridemia;
  • ipertensione.

Inoltre, secondo alcuni studi anche avere più gravidanze allungherebbe la fase fertile di una donna ritardando, di conseguenza, il sopraggiungere della menopausa.

Quali sono i sintomi della menopausa tardiva?

Come accennato precedentemente, i sintomi della menopausa tardiva sono gli stessi che colpiscono le donne che entrano in menopausa in un’età considerata “normale” e derivano principalmente dal calo del livello di ormoni femminili presenti nell’organismo. I principali sono:

  • vampate di calore;
  • disturbi del sonno;
  • aumento di peso;
  • sudorazione notturna;
  • atrofia e secchezza vaginali;
  • ritenzione idrica;
  • depressione;
  • diminuzione della libido.

Inoltre, è tipica della menopausa (tardiva e non) anche la perdita di densità minerale ossea che, se non diagnosticata e trattata adeguatamente e tempestivamente, può sfociare in osteoporosi.

Quali sono i vantaggi della menopausa tardiva?

Se per molte donne il ciclo mestruale comporta non pochi problemi (sindrome pre-mestruale, formazione di cisti e fibromi, endometriosi e via dicendo), c’è da chiedersi quali possano mai essere i vantaggi di una menopausa che arriva in tarda età. Eppure, rispetto alla menopausa “normale”, quella tardiva comporta una serie di benefici da non sottovalutare affatto:

  • la donna è fertile fino all’ultima mestruazione, nonostante la fertilità tenda a ridursi con il passare del tempo e le probabilità di rimanere incinta siano sempre più basse;
  • il livello ormonale rimane in perfetto equilibrio, senza subire alcun scompenso;
  • i sintomi tipici della menopausa sono assenti, quindi non si soffre di vampate di calore, di insonnia o di depressione;
  • il sistema cardiocircolatorio e la salute delle ossa rimangono protetti più a lungo, dato che in menopausa risentono maggiormente degli squilibri ormonali.

Non solo, perché diversi studi hanno rilevato che la menopausa tardiva va a vantaggio della memoria (in particolare quella verbale) e riduce notevolmente il rischio di Alzheimer e demenza.

Quali sono i rischi della menopausa tardiva?

A fronte di un gran numero di vantaggi, la menopausa tardiva non è esente dai rischi, che non devono passare inosservati. Ancora una volta, entrano in gioco gli ormoni, in particolare gli estrogeni che, essendo ancora in piena età fertile, mantengono i loro livelli normali più a lungo aumentando, di conseguenza, il rischio di tumore al seno e cancro all’ovaio.

Ecco perché alle donne over 40 è consigliato prestare molta attenzione alla prevenzione, sottoponendosi annualmente a tutti gli esami di screening del caso, in modo da individuare per tempo eventuali anomalie e agire immediatamente per limitare i danni.

Quali esami sono utili in menopausa?

A prescindere dal tipo di menopausa (precoce, normale o tardiva), tutte le donne entrate in questa fase dovrebbero eseguire opportuni esami e analisi annuali, con lo scopo di diagnosticare tempestivamente eventuali patologie legate proprio alla menopausa.

Tra i principali test da effettuare rientrano:

  • dosaggi ormonali, per monitorare i livelli di ormoni femminili estrogeni e progestinici;
  • valutazione della colesterolemia;
  • determinazione dei livelli di fattori della coagulazione;
  • controllo della pressione arteriosa;
  • visite ginecologiche complete di pap-test, quest’ultimo indispensabile per individuare un eventuale tumore al collo dell’utero;
  • densitometria ossea, che serve a valutare la densità minerale ossea e, quindi, la presenza di osteoporosi;
  • mammografia, per diagnosticare eventuali tumori al seno.

Bisogna sottolineare che sia la visita ginecologica, sia il pap-test, sia la mammografia sono tutti esami sicuramente consigliati in menopausa, ma non solo: se i primi due possono essere eseguiti fin dall’adolescenza, la mammografia è suggerita anche alle donne dai 30 anni in su (insieme all’HPV-test).

Come trattare la menopausa tardiva?

Come già detto, la menopausa non è una patologia. Tuttavia, comporta una lunga serie di sintomi che possono seriamente compromettere la qualità della vita di ciascuna donna. Ecco perché, nella maggior parte dei casi, il ginecologo suggerisce alla paziente una terapia farmacologica finalizzata ad alleviare i sintomi e a restituire un normale stato di benessere.

Tra le terapie principalmente proposte rientrano:

  • la terapia ormonale sostitutiva, a base di estrogeni associati a progestinici, per compensare la ridotta produzione da parte dell’organismo;
  • gel, creme e lubrificanti vaginali, molto utili per contrastare la secchezza vaginale tipica della menopausa (tardiva e non);
  • integratori alimentari a base di calcio e vitamina D, entrambi utili per il trattamento della perdita di densità minerale ossea (e quindi dell’osteoporosi);
  • agopuntura, sempre più indicata per contrastare tutti i sintomi tipici della menopausa, dalle vampate di calore ai disturbi del sonno;
  • farmaci antidepressivi, solo nel caso in cui la paziente manifesti sintomi riconducibili ad ansia e depressione scaturiti dallo squilibrio ormonale.

Dato che la menopausa (tardiva e non) potrebbe favorire lo sviluppo di patologie cardiovascolari, diabete, osteoporosi e/o tumori, il medico di riferimento prescriverà la terapia farmacologica più indicata tenendo conto della specifica condizione della paziente.

Perché si va in menopausa più tardi?

Ancora oggi, non esiste una causa certa della menopausa tardiva. Tra i vari fattori predisponenti rientra anche una forte componente genetica con la tendenza a esaurire il più tardi possibile il patrimonio follicolare e la produzione ormonale da parte delle ovaie.

Come si fa a capire se si è in premenopausa?

La premenopausa (o perimenopausa) corrisponde a quell’arco di tempo che accompagna una donna fino alla fine del suo periodo fertile. Questa fascia temporale è contraddistinta, purtroppo, da una serie di sintomi abbastanza evidenti, come ciclo irregolare, spossatezza, irritabilità e vampate di calore. Nonostante non siano sempre presenti e, in alcuni casi, si rivelino lievi e sopportabili, quando si manifestano possono alterare la qualità della vita di una donna e richiedere un supporto farmacologico.

Si può ritardare la menopausa?

No, non esiste un modo per ritardare l’arrivo della menopausa. Se è possibile accelerare o anticipare la fine del ciclo mestruale e del periodo riproduttivo, non è possibile rallentare o evitare il sopraggiungere della menopausa.

Categorie Articolo: Ginecologia

Hai un dubbio ?
Vuoi un chiarimento ?

Chiedi a un medico di rispondere a una tua domanda