Ringiovanimento ovarico
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Ringiovanimento ovarico

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Il ringiovanimento ovarico è una trattamento medico innovativo e sperimentale che ha come razionale l’aumento della risposta ovarica alla stimolazione ormonale e come fine l’aumento delle chance di ottenimento di una gravidanza nelle donne infertili. Attualmente, la tecnologia più innovativa per ottenere l’elisir di lunga vita è il PRP, sigla che sta per Platelet RIch Plasma o Plasma Ricco di Piastrine.

Poor Responders

Quando si parla di infertilità femminile e di trattamenti di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) risulta spesso problematico confrontarsi con le pazienti che male rispondono alla stimolazione ovarica (le poor responders). Tale categoria di pazienti presentano solitamente una scarsa conta follicolare con livelli di FSH aumentati e di AMH ridotti.

Inoltre, spesso hanno una storia di ripetuti fallimenti di impianto. Questa categoria di pazienti spesso ritrova nella fecondazione eterologa la loro ultima spiaggia. Attualmente, invece, grazie alle nuove tecniche di ringiovanimento ovarico, le donne poor responders possono avvantaggiarsi di una nuova tecnologia biomedica per avere maggiori chance di successo nell’ottenimento di una gravidanza.

PRP

Il Plasma Ricco di Piastrine altro non è che un estratto di fattori di crescita ottenuto dal plasma dell’individuo e iniettato in sede loco-regionale per ottenere un effetto di biostimolazione. Secondo tale definizione questa tecnica prevede un auto-trapianto ed è strettamente regolamentata dalla normativa vigente in termini di derivati emopoietici.

Preparazione

L’ottenimento del PRP prevede due fasi:

  1. un prelievo ematico alla donna e successiva centrifugazione del preparato per ottenere la separazione delle componenti corpuscolate del sangue dal plasma.
  2. l’iniezione a livello locoregionale della componente plasmatica, ricca di fattori di crescita di origine piastrinica. Tra questi spicca in particolare il PDGF (Platelet Derived Growth Factor).

Utilizzo

I fattori di crescita sono biomolecole che stimolano la crescita cellulare e, prima ancora, la trascrizione e traduzione del DNA. Per questo motivo il loro effetto di biostimolazione si traduce in numerosi ambiti:

  1. riparazione di ferite o tessuti danneggiati;
  2. medicina estetica, per ringiovanire i tessuti del volto e del corpo;
  3. ginecologia estetica, per ringiovanire i genitali e per il miglioramento della funzionalità vaginale in caso di vulvovaginite atrofica, dispareunia o vaginismo.
  4. infertilità: per ottenere un ringiovanimento ovarico e migliorare i tassi di successo delle stimolazioni ovariche in corso di PMA.

Efficacia

Gli studi attuali dimostrano una efficacia di biostimolazione dopo i trattamenti con PRP che dura da 3 a 6 mesi. Anche se sperimentale, i risultati promettenti suggeriscono il suo utilizzo in campi medici sempre più innovativi e con grandi speranze.

PRP e PMA

I trattamenti di PMA si giovano della PRP come tecnica adiuvante. In altre parole, nelle pazienti poor responders vi è indicazione a stimolare le ovaie delle pazienti prima della stimolazione ovarica. In particolare, le fasi di trattamento sono:

  1. ottenimento del PRP tramite prelievo ematico e centrifugazione;
  2. iniezione locoregionale del PRP. In tal caso la tecnica di iniezione prevede di iniettare il preparato a livello ovarico per via transvaginale. La tecnica è del tutto simile al prelievo ovocitario, ma prevede un innesto (o trapianto autologo) invece che un’aspirazione.
  3. vengono eseguiti tre trattamenti in tre mesi. Successivamente viene iniziato un protocollo di stimolazione ovarica.

Il trattamento prevede il monitoraggio ormonale di FSH e AMH in particolare. Un aumento di AMH e una riduzione dei livelli di FSH basale sono indice di efficacia della terapia.

Rischi

Il trattamento con PRP non prevede rischi se non quelli che rientrano nel normale iter di un percorso di PMA. L’innesto del PRP è del tutto privo di rischi di rigetto o reazione allergica, dato il fatto che è un autotrapianto. La tecnica chirurgica è del tutto simile al prelievo ovocitario e prevede simili rischi chirurgici.

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Categorie Articolo: PMA